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Svizzera
Berna congela fondi a Medici senza frontiere
© Medici senza frontiere
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Red. Online
2 ore fa
La Direzione dello sviluppo e della cooperazione del DFAE trattiene l’ultima tranche da 1,25 milioni di franchi – «Lacune nei controlli sulle accuse di sfruttamento sessuale in Ciad»

La Confederazione ha trattenuto l’ultima tranche, pari a 1,25 milioni di franchi, del contributo di base 2026 destinato a Medici senza frontiere. Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), l’organizzazione non avrebbe rispettato l’obbligo contrattuale di segnalare in modo completo e tempestivo i casi di presunto sfruttamento sessuale legati al progetto in Ciad. La vicenda è ricostruita dalla NZZ am Sonntag, sulla base di e-mail interne e verbali ottenuti con una richiesta fondata sulla legge sulla trasparenza.

Le prime segnalazioni nel 2024

Il caso riguarda accuse di sfruttamento sessuale di donne e ragazze rifugiate in un campo nell’est del Ciad. Secondo un rapporto interno di Medici senza frontiere, alcuni dipendenti avrebbero approfittato della loro vulnerabilità, offrendo denaro, impieghi o aiuti in cambio di rapporti sessuali. Le segnalazioni avrebbero indotto i responsabili del campo a imporre un coprifuoco alle ragazze, per impedire loro di incontrare gli operatori.

La prima comunicazione alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del DFAE risale al novembre 2024: l’organizzazione aveva riferito che tre donne avevano denunciato episodi di sfruttamento e che era in corso un’indagine. Le e-mail interne citate dalla NZZ am Sonntag mostrerebbero però una reazione poco incisiva: a dicembre, nonostante si parlasse anche di un possibile secondo caso, un collaboratore scriveva che non c’erano «questioni urgenti» da porre. Nel 2025, sulla base delle informazioni ricevute dall’ONG, la DSC avrebbe considerato il caso concluso.

I dettagli emergono nel 2026

La dimensione della vicenda sarebbe emersa soltanto dopo la pubblicazione, nel giugno 2026, di un’inchiesta dell’Associated Press. Il rapporto interno di Medici senza frontiere avrebbe raccolto 59 segnalazioni di condotte scorrette e portato al licenziamento di 18 dipendenti. Sei di loro lavoravano per la sezione svizzera dell’organizzazione, un dettaglio che la DSC avrebbe appreso solo nel giugno scorso.

Medici senza frontiere ha spiegato alla DSC che non era stato concordato l’invio di ulteriori aggiornamenti dopo la conclusione dell’indagine interna. Rispondendo alla NZZ am Sonntag, l’organizzazione ha poi riconosciuto di non aver comunicato in modo proattivo e tempestivo l’intera portata dei casi confermati e dei licenziamenti.

Fondi sospesi e nuove regole

Secondo Medici senza frontiere, nel 2024 e nel 2025 la Confederazione ha sostenuto con circa 7 milioni di franchi progetti in Ciad e in Sudan del Sud; 2 milioni erano destinati al progetto nell’est del Ciad al centro della vicenda. Per il 2026 la DSC aveva promesso all’organizzazione un contributo di base di 6,25 milioni, ma ha ora sospeso la tranche finale da 1,25 milioni.

Il Dipartimento sta svolgendo una verifica interna e si riserva la possibilità di un’indagine esterna e di ulteriori misure. Ha inoltre avviato una revisione dei contratti con tutte le organizzazioni partner: le nuove regole, che riguarderanno i rapporti con le ONG svizzere, entreranno in vigore nel 2027.