
La commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati sostiene la richiesta del Gran Consiglio ticinese che auspica la presentazione dell’estratto del casellario giudiziale per i cittadini Ue che intendono soggiornare o lavorare in Svizzera.
Il voto odierno in commissione, come confermato all'ats dal Consigliere agli Stati Filippo Lombardi, è stato tirato: 6 a 5. A far pendere la bilancia a favore del "sì" è stato il presidente della commissione, Peter Föhn (UDC).
I testi, frutto di due proposte quasi simili inoltrate nel 2008 al Gran consiglio ticinese dal leghista Lorenzo Quadri (ora consigliere nazionale) domandano la "possibilità di richiedere sistematicamente la fedina penale ai cittadini dell'Unione europea che chiedono il rilascio di un permesso di dimora".
Nelle intenzioni di Quadri, tale obbligo non riguarderebbe solo coloro che si stabiliscono in Svizzera in maniera durevole, ma anche i lavoratori distaccati e i frontalieri. Al momento, tale disposizione - malvista da Berna e dal governo di Roma - è in vigore solo in Ticino per chi chiede il rinnovo del permesso di frontaliere e il permesso di dimora (B).
L'esame delle due iniziative ticinesi è stato sospeso dalla Commissione all'inizio dello scorso maggio. La Commissione aveva motivato questa sua decisione con la volontà di saperne di più in merito all'applicazione dell'iniziativa popolare contro l'immigrazione di massa approvata dagli elettori nel 2014. Le iniziative ticinesi, indicava una nota dei servizi parlamentari, sollevava difficili questioni concernenti la libera circolazione delle persone.
Sempre all'inizio di maggio, ma del 2015, il Consiglio nazionale aveva respinto - 124 voti a 61 - nel corso della sessione speciale una mozione presentata dallo stesso Quadri, fotocopia delle due iniziative.
All'epoca, la consigliera federale Simonetta Sommaruga aveva ricordato che l'Accordo sulla libera circolazione delle persone non permetteva la richiesta sistematica dei precedenti penali dei cittadini Ue a meno che non vi fossero siano motivi fondati (ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica, n.d.r).
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