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Svizzera
Benzina, il TCS relativizza gli aumenti: «Si torna ai prezzi 2010-2015»
© CdT/Chiara Zocchetti
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Ats
8 ore fa
«In realtà i consumatori si sono abituati a un prezzo relativamente basso negli ultimi due anni, in realtà oggi a scioccare è più la rapidità dell'aumento che il livello tariffario raggiunto»

Il Touring Club Svizzero (TCS) relativizza l'impatto dell'aumento del prezzo del carburante che stanno subendo gli automobilisti in Svizzera: si torna a livelli che erano noti oltre un decennio or sono, fa presente Moreno Volpi, membro del comitato direttivo dell'organizzazione, in un'intervista alla radio romanda RTS.

Il TCS prevede peraltro un incremento della benzina a 2 franchi al litro in tempi rapidi. «È difficile dire quando questo avverrà, non ho la sfera di cristallo, ma vorrei relativizzare questo aumento che ci colpisce da circa due settimane», afferma l'esperto. «In realtà i consumatori si sono abituati a un prezzo relativamente basso negli ultimi due anni, perché si è arrivati a 1,50 franchi al litro. Oggi si ritrova un livello che corrisponde a quello che abbiamo conosciuto fra il 2010 e il 2015. Dunque oggi a scioccare è più la rapidità dell'aumento che il livello tariffario raggiunto».

«Ricorderei fra l'altro che nel giugno 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, il carburante in Svizzera ha raggiunto 2,20 per la benzina e 2,30 per il diesel», prosegue lo specialista con trascorsi professionali presso Fiat e TAG Heuer. Sussistono peraltro sempre forti differenze fra le varie stazioni di servizio: a questo proposito il TCS ricorda che l'associazione ha messo a disposizione gratuitamente un'app (cosiddetto radar dei prezzi) che si basa sulle indicazioni degli utenti.

Volpi non ha voluto esprimersi sulla possibilità di possibili abusi nella fissazione del costo alla pompa, una critica ai gestori che taluni muovono considerato che al momento si consumano stock acquistati quando il prezzo del petrolio era più basso. «Quello che tutti gli automobilisti possono constatare è che i prezzi hanno la tendenza ad aumentare molto rapidamente in caso di crisi, ma in seguito a scendere molto lentamente quando il barile torna a un costo accettabile».

Servirebbe quindi un controllo statale? «Sarebbe difficile da istituire, bisognerebbe cambiare tutte le leggi, servirebbero mesi e anni. C'è un metodo molto più semplice: far agire la concorrenza, utilizzare la nostra applicazione gratuita». Ma lo stato non potrebbe diminuire le tasse sul carburante? Quelle servono per alimentare il fondo dell'infrastruttura e le casse della Confederazione, risponde l'intervistato. Si finanzia anche il trasporto pubblico e la manutenzione delle strade. «Abbiamo in Svizzera l'abitudine di prendere decisioni e di mantenerle sul medio termine, per evitare le fluttuazioni», prosegue.

«Non bisogna reagire in modo eccessivo a un aumento che ci riporta a prezzi che abbiamo conosciuto per cinque anni, 2010 al 2015», riassume l'esponente del TCS. «Inoltre c'è un metodo semplice per risparmiare carburante: l'ecodrive, che permette di guidare in modo più ecologico e calmo, economizzando fino al 15% dei consumi», conclude.

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