
Il nuovo presidente della Posta Claude Béglé auspica il mantenimento di una rete capillare di uffici postali, ma non senza una contropartita. Per poter coprire i costi chiede ai politici una licenza bancaria "light". "Gli uffici nelle regioni periferiche sono un valore che non vogliamo rimettere in gioco. Ma ciò implica costi", ha dichiarato Béglé in un'intervista rilasciata al domenicale "SonntagsBlick". A breve termine, solo una licenza bancaria rappresenterebbe una nuova fonte di reddito, ha aggiunto. Tale licenza consentirebbe a PostFinance di accordare crediti e ipoteche. Questa opzione è in discussione da tempo, ma è stata sinora rifiutata da Consiglio federale e Parlamento. Il nuovo presidente del gigante giallo non riesce ad immaginarsi PostFinance come un'impresa autonoma. "La Posta e PostFinance sono due entità dipendenti", insiste Béglé in riferimento alle proposte di scorporo lanciate da taluni politici. L'ex regia realizza infatti buona parte delle entrate grazie a PostFinance. Quest'ultima, a sua volta, approfitta della rete della Posta. Quanto alla proposta di rinunciare a 400-500 uffici, Béglé assicura che "non vi saranno comuni senza servizi postali". Alcuni uffici potrebbero però essere sostituiti da un'agenzia o un servizio a domicilio. La Posta darà informazioni in merito durante la prossima settimana. Dal punto di vista economico, la chiusura o la conversione di taluni uffici sarebbe giustificata, ammette il neopresidente, "ma questo è un tema estremamente sensibile". Agli occhi della popolazione, La Posta non è soltanto un'azienda, ma una vera e propria istituzione. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

