
Dopo la panne completa dovuta all'epidemia di coronavirus e alle misure di contenimento, il settore paralberghiero elvetico si dice prudentemente ottimista per la stagione estiva alle porte. Secondo i risultati di un sondaggio eseguito tra i propri membri, precisa una nota odierna di Parahôtellerie Schweiz che include BnB Switzerland, Interhome, Reka, gli ostelli della gioventù e TCS Camping, la stagione invernale 2019/2020 è incominciata bene, con buoni tassi di occupazione e ricavi soddisfacenti, per poi subire una brusca frenata a causa dell'interruzione delle attività decretata dal Consiglio federale per circoscrivere la pandemia.
Tra novembre e febbraio, i villaggi Reka hanno registrato un incremento dei pernottamenti su un anno del 10%, ma sull'insieme della stagione risulta un calo del 18%. Fino a metà marzo, gli ostelli hanno segnato un incremento dei pernottamenti del 7%, ma sull'insieme della stagione il risultato è negativo: -25%. Situazione simile per Interhome: +9% fino a metà marzo e poi il tracollo (non ci sono dati precisi per il periodo seguente). Presso TCS Camping, i pernottamenti sono cresciuti del 25% su un anno fino alla fine di febbraio. In seguito i camping sono stati chiusi, con un crollo delle prenotazioni del 78% sull'insieme della stagione.
Nonostante ciò, i membri dell'associazione sono moderatamente ottimisti per i mesi a venire, che dovrebbero essere contrassegnati da clienti svizzeri in crescita, anche se ciò non potrà compensare le perdite dovute all'assenza di turisti stranieri. Un bagliore di speranza sussiste per l'estate 2021, dal momento che numerosi clienti internazionali avrebbero posticipato le ferie in Svizzera per l'anno prossimo
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