
Nuovo processo per tratta di esseri umani in vista nel canton Berna: 25 vittime thailandesi, donne e transessuali, sono state costrette a prostituirsi in Svizzera e a ripagare decine di migliaia di franchi di presunte spese. La Procura cantonale "per i compiti speciali" ha incriminato un 47enne thailandese e una sua connazionale 52enne, che ha anche il passaporto elvetico. Contro la donna, principale imputata, l'accusa è di aver finanziato da metà 2009 a luglio 2012 diversi bordelli nei cantoni di Berna, Argovia e Lucerna, lasciati in gestione ad altre persone di nazionalità thailandese, ha indicato oggi la Procura. L'uomo sarebbe stato il suo braccio destro. I due sono stati rinviati a giudizio davanti al Tribunale regionale di Berna-Mittelland per tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, promovimento della prostituzione e violazione della legge sugli stranieri. Per il processo, la cui data non è stata ancora fissata, è attesa una corte di cinque giudici, il che significa che è prevista una richiesta di pena superiore ai cinque anni, ha indicato all'ats Christof Scheurer, portavoce della Procura cantonale. Le vittime, provenienti da famiglie povere, attirate con false promesse, venivano prese in consegna da trafficanti di esseri umani thailandesi per una somma tra i 10'000 e i 15'000 franchi. In Svizzera erano poi costrette a ripagare a rate decine di migliaia di franchi quali debiti di viaggio e altri compensi. Donne e trans non avevano permesso di soggiorno né conoscenze linguistiche o dei luoghi in cui dovevano prostituirsi. Erano dunque in completa balìa dei due imputati, che hanno passato circa quattro mesi in detenzione preventiva e hanno perlopiù ammesso gli addebiti, afferma la Procura per i compiti speciali. Questa si occupa su tutto il territorio cantonale dei casi che "per le loro particolarità non sono adatti per una istruzione da parte del pubblico ministero regionale competente".
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