
La Commissione delle finanze del parlamento cantonale bernese non vuole ulteriori chiarimenti sulle controverse pratiche di ottimizzazione fiscale del Gruppo Ammann di Langenthal, avvenuto quando alla testa dell'impresa c'era l'attuale consigliere federale Johann Schneider-Ammann. In discussione era una "seconda opinione" oltre a quella delle autorità fiscali cantonali, che hanno giudicato tali pratiche conformi alla legge. La responsabile del Dipartimento delle finanze Beatrice Simon si era dichiarata aperta all'idea di far procedere a una valutazione indipendente delle indagini effettuate dal fisco cantonale. La proposta è stata tuttavia respinta dalla commissione parlamentare, ha indicato oggi quest'ultima in un comunicato. A suo avviso, non ci sono indicazioni di rilievo che facciano supporre un comportamento illegale da parte del gruppo Ammann. Per contro, la commissione vuole che sia chiarita la questione se la prassi attuale del Canton Berna in fatto di società offshore sia conforme alle basi legali e alle prassi svizzere. Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann era finito a fine-gennaio-inizio febbraio sotto il fuoco delle critiche dopo le rivelazioni di stampa secondo le quali, quando era alla testa del gruppo Ammann, avrebbe "parcheggiato" denaro in paradisi fiscali (isola di Jersey e Lussemburgo) per pagare meno imposte. Il ministro dell'economia e il gruppo industriale si sono difesi affermando di aver "agito correttamente nella piena legalità".
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