
Ancora quest'anno, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider intende presentare al Consiglio federale un progetto di legge per un'educazione non violenta nelle famiglie. Oltre a ciò, ha aggiunto la titolare del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) in occasione di un incontro a Zurigo coi media per fare il punto sui suoi primi 100 giorni in governo, vuole migliorare lo status giuridico delle persone non binarie e delle famiglie arcobaleno e agevolare l'integrazione dei profughi ucraini, dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente nel mercato del lavoro.
Competenze da sfruttare
Per la consigliera federale giurassiana del PS, si tratta di sfruttare al massimo le competenze di queste persone, specie di ucraini, agevolando il riconoscimento dei loro diplomi. Una maggiore integrazione nel nostro mercato del lavoro, specie nei settori dove si registra un carenza di manodopera, avrà anche effetti positivi sui costi sostenuti dalla mano pubblica. L'impegno di Baume-Schneider è diretto anche ai giovani che devono poter terminare un apprendistato o un'altra formazione, un elemento che potrebbe essere molto utile per la ricostruzione qualora dovessero rientrare nel loro paese. Per quanto attiene alla libera circolazione delle persone, la "ministra" vuole agevolare i titolari di un permesso B affinché possano, se lo desiderano, lavorare in proprio. Attualmente le normativa prevede ostacoli al riguardo che rendono un simile passaggio più difficoltoso.
Migliorare la protezione delle donne
Baume-Schneider ha poi evocato il desiderio di migliorare la protezione delle donne, specie di quelle oggetto di tratta di esseri umani e avviate alla prostituzione forzata, delle vittime in generale di violenza carnale - una riforma di legge dovrebbe essere presto promulgata dal parlamento ha ricordato - ma anche dei lavoratori attivi nell'edilizia e nell'agricoltura oggetto di vessazioni e sfruttamento sul posto di lavoro.
Non ci sono segnali positivi all'orizzonte
Per quanto attiene al dossier sensibile dell'immigrazione, la consigliera federale ha voluto ringraziare i Cantoni e i Comuni, ma anche i privati, per il grande sforzo intrapreso per far fronte al massiccio afflusso di cittadini ucraini in fuga dalla guerra di aggressione della Russia di Putin. Purtroppo, ha spiegato, la situazione non sembra accennare a migliorare. Per quanto attiene al programma di reinsediamento che il Consiglio federale ha deciso di interrompere, quest'ultimo verrà riavviato solo se ci sarà la disponibilità dei cantoni, già alle prese con scarsità di alloggi per Ucraini e per gli altri richiedenti asilo. Nel dicembre scorso, a causa della mancanza di capacità, la Confederazione ha infatti sospeso l'accoglienza di rifugiati particolarmente vulnerabili nell'ambito del programma di reinsediamento svolto in collaborazione con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Le critiche dell'Udc Ticino
Le parole di Baume-Schneider sono state criticate dall'Udc ticinese, che in un comunicato invita la direttrice del Dipartimento federale di giustizia e polizia "ad occuparsi di come evitare la catastrofe migratoria alle porte e di come dare maggiori opportunità ai residenti piuttosto che preoccuparsi di cercare lavoro per le persone con Statuto S".

