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Svizzera
"Battiamo Juncker con le sue stesse armi"
"Battiamo Juncker con le sue stesse armi"
"Battiamo Juncker con le sue stesse armi"
Redazione
10 anni fa
Micheline Calmy-Rey: "Non precipitiamoci a Bruxelles, lasciamo che la Gran Bretagna faccia da apripista"

L’esito del voto sulla Brexit ha dato vita a diversi scenari politici interessanti per Berna. A sostenerlo è l’ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey in un’intervista rilasciata alla "Neue Zürcher Zeitung".

“Non dobbiamo precipitarci a Bruxelles" ha dichiarato la ginevrina. "Aspettiamo e vediamo che cosa riesce a negoziare la Gran Bretagna”. Per Calmy-Rey, la mossa giusta è quella di lasciare alla Gran Bretagna il ruolo di apripista, in modo da poter meglio individuare eventuali margini di manovra vantaggiosi per la Confederazione.

Una posizione, quella dell’ex ministro degli Esteri, che non concorda con il consiglio dell’ambasciatore dell’UE in Svizzera Richard Jones (vedi articolo suggerito).

L’Inizitativa contro l’immigrazione di massa dell’UDC dev’essere attuata entro febbraio 2017, ma per l’ex consigliera federale ginevrina non c’è nessuna fretta: “Berna ha comunque la possibilità di varare un’ordinanza federale”, ha ricordato.

E battere così Juncker con le sue stesse armi: “Quando Juncker era primo Ministro del Lussemburgo è rimasto a guardare durante i negoziati tra Svizzera e UE sull'adeguamento dell'Accordo sulla fiscalità del risparmio. E poi si è gettato nella breccia ottenendo il meglio possibile”.

Per Calmy-Rey la strategia vincente è quella del “Wait and see”, ma con un occhio di riguardo all’evolversi della situazione politica europea: “Questo non significa star fermi e non fare nulla" – ha messo in guardia - "La Svizzera deve trovare un consenso per l’attuazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa”.

Consenso che potrebbe arrivare, sostiene sempre l’ex consigliera federale, dal controprogetto all’iniziativa RASA.

“La Svizzera deve prima trovare una soluzione condivisa internamente se vuole essere credibile agli occhi dell’UE" – ha concluso Calmy-Rey– "Senza dimenticare che la soluzione all’attuazione deve essere compatibile con l’UE e non inutilmente provocatoria”.

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