
Dopo i licenziamenti collettivi e la chiusura di tutte le filiali in Svizzera, Bata continua a rifiutare le trattative con il sindacato Unia per definire un piano sociale. “Questo comportamento è arbitrario e unidimensionale” denuncia il sindacato, che annuncia al contempo azioni di protesta in tutto il paese presso le filiali Bata per sottolineare le rivendicazioni dei lavoratori.
Nelle scorse settimane, ricordiamo, il colosso delle scarpe ha deciso di chiudere 29 filiali in Svizzera, quattro delle quali in Ticino (Locarno, Bellinzona, Lugano e Morbio Inferiore). Una misura che tocca in totale 175 dipendenti. Il sindacato Unia ha chiesto lo scorso 7 aprile l’avvio dei negoziati per definire un piano sociale. Ma dopo un primo incontro, la direzione di Bata si è detta “contraria alla ricerca di una soluzione collettiva, come previsto dalla legge vigente in materia”, scriva Unia.
Per sottolineare le esigenze del personale di Bata, il sindacato ha quindi organizzato azioni di protesta con il motto “il personale Bata non si svende” davanti alle sedi di Losanna e Basilea. Azioni con il personale sono pure state organizzate in numerose filiali, tra cui in Ticino, a Ginevra, Neuchâtel, in Vallese, ad Aarau, Thun e Zurigo.
Il sindaco chiede in particolare che il piano sociale contenga i seguenti punti:
“Dev'essere salvato il maggior numero possibile di posti di lavoro. Qualora delle filiali venissero riprese da terzi, il personale dovrà beneficiare almeno alle stesse condizioni di lavoro di prima".
"Si chiedono indennità di partenza decorose, definite in base all'età e agli anni di servizio. Le indennità proposte da Bata sono arbitrarie. Le donne devono poter beneficiare di un'indennità di partenza anche in caso di gravidanza o congedo maternità. Chi è in congedo malattia ha diritto ad un’indennità speciale.
"Bisognerà prevedere soluzioni particolari per i collaboratori più anziani".
"Gli apprendisti devono poter portare a termine il loro tirocinio in un'altra azienda".
"Bata deve rispettare le disposizioni legali vigenti e applicare quelle previste in caso di licenziamento collettivo. Ciò che finora non è purtroppo stato fatto".
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