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Svizzera
"Basta pubblicità per il tabagismo"
"Basta pubblicità per il tabagismo"
"Basta pubblicità per il tabagismo"
Redazione
10 anni fa
A chiederlo una Coalizione, di cui fanno parte oltre cento organizzazioni, in vista della sessione invernale del Parlamento

A partire dalla settimana prossima, nella sessione invernale del Parlamento svizzero, la politica si riunirà per discutere sulla legge sui prodotti del tabacco. Una Coalizione composta da oltre centro organizzazioni (tra cui Lega svizzera contro il cancro, Lega polmonare svizzera, Fondazione svizzera di cardiologia, Dipendenze Svizzera e Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo) è preoccupata che "contro le aspettative della maggioranza della popolazione il Parlamento freni la prevenzione del tabagismo o, ancora peggio, faccia un passo indietro".

Per la Coalizione è in gioco l'esito di un processo pluriennale, spiega in una nota: se il Consiglio nazionale il prossimo 8 dicembre si adeguasse al Consiglio degli Stati e rinviasse la legge al Consiglio federale, "ciò costituirebbe un sensibile contraccolpo agli sforzi per una legge moderna sulla gestione dei prodotti del tabacco e a base di nicotina".

La consigliera nazionale e membro della Commissione della sicurezza sociale e della sanità Bea Heim, ricorda la Coalizione, sull'attuale situazione ha dichiarato: "L'esempio attuale dei giornali gratuiti e delle sponsorizzazioni dei festival ci mostrano che gli accordi su base volontaria col settore tabacco attualmente in vigore sono semplicemente fallimentari". La maggioranza dei consiglieri degli Stati però lo ignora e avanza invece richieste contraddittorie, spiega ancora la Coalizione: "Nel dibattito del Consiglio degli Stati è stato criticato il fatto che con l’attuale proposta di legge si verificherebbe un’interferenza sproporzionata nella libera economia di mercato. Un divieto di pubblicità su richiesta del Consiglio degli Stati dovrebbe riguardare unicamente i minorenni. Sapendo che nel mondo reale una tale separazione fra pubblicità per minorenni e per adulti non è possibile, il Consiglio degli Stati e la sua commissione ha rinunciato ad avanzare proposte su come ciò debba avvenire".

Secondo la Coalizione per proteggere bambini ed adolescenti occorre un pieno divieto di pubblicità e sponsorizzazioni: "I forti stimoli pubblicitari a cui sono esposti proprio i giovani si trovano nei festival open-air, nei chioschi e nei giornali gratuiti. Per loro la pubblicità può essere decisiva. Se gli adolescenti non cominciano a fumare prima dei 21 anni con grande probabilità non cominceranno mai. Il 57% dei fumatori inizia a consumare tabacco quando è ancora minorenne. In Svizzera ogni anno muoiono circa 9'500 persone a causa del fumo. Di questi un quarto prima del raggiungimento dell'età pensionabile".

A sostegno di tale tesi, la Coalizione cita il direttore dell'Istituto di ricerca economico-sanitaria di Winterthur per l'economia sanitaria dell'Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) Simon Wieser, che nel corso di una manifestazione ha riferito sui costi del tabacco sull'economia sanitaria: "Si tratta chiaramente del maggiore fattore di rischio evitabile in Svizzera. Con una quota dell’8% delle patologie complessive conduce ad un’enorme diminuzione di qualità della vita e di anni di vita. A ciò si aggiungono gli alti costi medici e la perdita di produzione dovuta a incapacità lavorativa e morte precoce. Questi costi si ripetono ogni anno."

Argomenti che rafforzano la posizione della Coalizione: una legge efficace sui prodotti del tabacco deve poggiarsi, "oltre che su argomenti morali e di politica sanitaria, anche su validi dati di fatto di economia sanitaria".

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