
Se il Ticino è stato spesso accusato di applicare in modo severo la legge in materia di espulsioni, c'è un altro Cantone di frontiera che vorrebbe al contrario essere più clemente.
Si tratta del Canton Ginevra, dove ha fatto parecchio discutere il caso di una famiglia kosovara con tre bambini in età scolastica che ha dovuto lasciare la Svizzera a inizio dicembre, dopo aver vissuto sei anni nel nostro Paese.
Il Kosovo è considerato un Paese sicuro e così, nonostante gli appelli e le manifestazioni in favore della famiglia kosovara, il Canton Ginevra non ha potuto far altro che applicare le misure previste dal diritto federale, anche se avrebbe preferito poter beneficiare di un margine di manovra più ampio e consentire ai bambini di terminare almeno l'anno scolastico.
Inutile aggiungere che il Consiglio di Stato ginevrino è stato subissato da critiche su critiche, tanto da aver infine deciso di prendere posizione, inviando una lettera alla consigliera federale Simonetta Sommaruga.
Nella missiva il Governo ginevrino scrive che "sarebbe umanamente auspicabile che le espulsioni di bambini vengano limitate al solo periodo delle vacanze estive." Questo, scrive il Governo, "in modo da minimizzare l'impatto psichico negativo sugli alunni coinvolti."
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