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«Basta delocalizzazioni Posta e Swisscom», Transfair lancia una petizione
Gabriele Putzu
Gabriele Putzu
Ats
13 ore fa
Le due imprese «trasferiscono posti di lavoro e know-how all'estero, solo per risparmiare costi», si rammarica la presidente di Transfair Greta Gysin

Una petizione contro la delocalizzazione di impieghi all'estero praticata dalla Posta e da Swisscom: l'ha lanciata il sindacato del settore pubblico Transfair, che esorta il Consiglio federale e il parlamento a intervenire per porre un freno a quella che considera un'evoluzione contraria agli interessi del paese.

Posta e Swisscom sono in maggioranza di proprietà della Confederazione e di conseguenza della popolazione elvetica, argomenta l'organizzazione in un comunicato odierno. Eppure «trasferiscono posti di lavoro e know-how all'estero, solo per risparmiare costi», si rammarica la presidente di Transfair Greta Gysin, citata nella nota. «In questo modo, la Svizzera perde il controllo sulle attività sensibili: e la Confederazione lascia agire liberamente entrambi i gruppi, anziché imporre regole chiare», aggiunge la consigliera nazionale ecologista ticinese.

I trasferimenti 

Dal 2022, ad esempio, la Posta ha trasferito 130 impieghi informatici a Lisbona. Swisscom ha esternalizzato oltre 600 posizioni in Lettonia e nei Paesi Bassi e in aggiunta ha aperto ulteriori sedi in Kosovo, Polonia e Bulgaria. L'impresa telecom ha annunciato di voler aprire una nuova unità a Lisbona, mentre la Posta ha dovuto mettere in pausa in modo temporaneo sino all'estate 2027 i propri piani nella capitale portoghese.

Le due imprese forniscono servizi di rilevanza sistemica nell'ambito del servizio universale, dalla consegna dei pacchi alle operazioni di pagamento, fino a internet e alla telefonia: lo svolgimento di tali compiti e le competenze specialistiche necessarie devono rimanere in Svizzera, sostiene il sindacato. «Senza il know-how specialistico elvetico ne risente infatti la qualità delle prestazioni da cui dipende la popolazione», si legge nel comunicato. Inoltre sussistono problemi di sicurezza. Oltre a ciò, a causa delle delocalizzazioni, la forza lavoro specializzata rischia di perdere le prospettive nella Confederazione: i posti di apprendistato vanno persi e ai giovani mancano le opportunità per inserirsi nel mondo del lavoro.

«Non delocalizzare gli impieghi esistenti all'estero»

Nella sua petizione, Transfair chiede che gli impieghi esistenti non siano delocalizzati all'estero se attualmente sono situati in Svizzera e l'esternalizzazione è finalizzata principalmente alla riduzione dei costi. Inoltre le attività strategiche e sensibili devono rimanere nella Confederazione, soprattutto nei casi in cui sono determinanti per il servizio pubblico, la sicurezza dell'approvvigionamento e quella del paese.

La petizione resterà aperta fino al 30 novembre e in dicembre sarà consegnata al Consiglio federale e al parlamento.