
Un uomo dello Sri Lanka, oggi 44enne, accusato di aver ucciso la sua compagna nel 2000 a Basilea, è da oggi a processo davanti al tribunale penale cantonale, ma si rifiuta di parlare. Il capo di imputazione recita che il Tamil il 13 dicembre di 16 anni or sono ha ucciso a pugnalate l'allora compagna di 23 anni nell'appartamento di quest'ultima, pure originaria dello Sri Lanka. A trovare la giovane con la gola tagliata era stata la madre. Il presunto omicida, che aveva vissuto dieci anni in Svizzera e lavorato come cameriere, dopo il grave fatto di sangue aveva fatto perdere le proprie tracce. Dipendenti del Ministero pubblico e della polizia cantonale di Basilea Città sono andati a cercarlo in Nuova Zelanda dove era stato individuato nel 2011 e dove viveva sotto falsa identità dopo aver ottenuto la nazionalità neozelandese nel 2004. Nel giugno 2014 le autorità inquirenti basilesi, tramite l'Ufficio federale di giustizia, hanno chiesto alle autorità neozelandesi la sua estradizione. L'uomo ha tentato più volte di opporsi all'estradizione tramite ricorsi, tutti respinti. Davanti ai magistrati si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni e la sua legale ha affermato che dopo tanti anni non è facile fornire dettagli precisi dell'accaduto. Il procuratore da parte sua ha dichiarato che il sospettato nega ogni addebito e di non sapere nulla dell'omicidio. Il processo durerà tre giorni e la sentenza è attesa per venerdì pomeriggio.
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