
La polizia di Basilea ha risolto il caso del 30enne srilankese picchiato brutalmente e poi ucciso con un colpo alla testa domenica sera in una strada della città renana. Stando a quanto emerso nell'inchiesta l'uomo sarebbe rimasto vittima di una spedizione punitiva promossa dai due fratelli della sua compagna, che si era lamentata con i genitori perché era stata picchiata. I due fratelli - 31 e 24 anni, svizzeri ma originari dello Sri Lanka - erano partiti da Berna con due amici: un macedone di età non precisata, unico dei quattro ancora a piede libero e che è ancora attivamente ricercato, e un 23enne svizzero originario della Thailandia, che sarebbe l'esecutore materiale dell'omicidio. Sua è infatti la mano che secondo gli inquirenti ha premuto il grilletto della pistola. La procura dispone di confessioni parziali e l'inchiesta prosegue. La commissione speciale per far luce sulla vicenda, formata da 25 ispettori, è però nel frattempo stata sciolta. ATS
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