
José Manuel Barroso respinge in blocco le proposte della Svizzera per rilanciare i negoziati bilaterali e uscire dall'attuale fase di stallo istituzionale. Le affermazioni del presidente della Commissione europea sono contenute in una lettera inviata il 21 dicembre all'allora presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf. Nella sua missiva (pubblicata sul sito del Dipartimento degli esteri), che costituisce una risposta a una lettera inviata da Widmer-Schlumpf il 15 giugno 2012, Barroso ha dichiarato che "l'Unione è aperta all'approfondimento delle importanti relazioni con la Svizzera, compresi i settori del mercato interno". Il presidente della Commissione europea, rifacendosi alle conclusioni del Consiglio dell'UE del 20 dicembre sulle relazioni con i paesi dell'AELS, afferma però che prima di discutere di nuovi accordi occorre risolvere le questioni istituzionali. Per Bruxelles, ha nuovamente ricordato Barroso, la Svizzera deve riprendere automaticamente le evoluzioni future del diritto europeo. Le relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea sono bloccate da anni a causa di questa divergenza. Nella sua lettera, Widmer-Schlumpf proponeva a Bruxelles che Confederazione e UE negoziassero l'evoluzione del diritto e che la sorveglianza dei vari adeguamenti si basasse su due pilastri, ossia senza organo soprannazionale. Da lato svizzero, il compito sarebbe affidato a una nuova autorità nazionale indipendente, i cui membri sarebbero nominati dal parlamento. Per Barroso questa possibilità lascia però aperta la porta a eccezioni che sono "problematiche per l'Unione dal punto di vista del mantenimento dell'omogeneità del diritto". Il tono della lettera è comunque pacato: l'attivazione della clausola di salvaguardia in materia di libera circolazione non viene ad esempio evocata. Barroso riconosce anche "gli sforzi del Governo svizzero nel presentare le sue proposte", anche se, in definitiva, queste sono respinte da Bruxelles. Barroso ricorda infine che Bruxelles si aspetta che Berna contribuisca finanziariamente all'allargamento dell'UE alla Croazia. Il presidente della Commissione europea auspica inoltre che la Confederazione rinnovi il suo contributo alla stabilità europea, il famoso miliardo di coesione, da lui definito una "componente fondamentale delle relazioni" tra Svizzera e UE. ATS
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