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Svizzera
Barometro: UDC e sinistra guadagnano, calano Centro e PLR
©Gabriele Putzu
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Ats
7 ore fa
Secondo un sondaggio di Sotomo, il principale partito svizzero registrerebbe un aumento di 2 punti percentuali rispetto ai risultati del 2023

A un anno dalle elezioni federali, l'UDC rimane al primo posto fra i partiti svizzeri, con il 29,9% delle intenzioni di voto, e potrebbe conseguire un risultato addirittura migliore rispetto al 2023. È quanto emerge dal barometro elettorale della SSR, pubblicato oggi. Anche lo schieramento rosso-verde aumenta i propri consensi, mentre Centro e PLR calano.

I dati nello specifico

Secondo il sondaggio, realizzato dall'istituto Sotomo, il principale partito svizzero registrerebbe un aumento di 2 punti percentuali rispetto ai risultati del 2023. Rispetto alle tendenze fatte registrare da partiti simili nell'Europa occidentale, questa crescita rimane comunque moderata, osservano gli autori. Il Centro riprende invece la sua discesa (-1,5 punti), attestandosi al 12,6%. Il partito aveva leggermente migliorato i propri risultati alle ultime elezioni federali, ricorda Sotomo, secondo cui sembra ora tornare a manifestarsi l'erosione del suo elettorato osservata da diversi decenni. Quanto al PLR, il calo è di un punto (13,3%).

Crescono moderatamente i Verdi

Malgrado la crisi climatica e l'estate canicolare, i Verdi registrano un aumento solo moderato di consensi (+0,5), attestandosi al 10,3%, mentre i Verdi-Liberali fanno segnare una flessione (-0,5 al 7,1%). Il PS aumenta le intenzioni di voto di 1 punto percentuale, toccando quota 19,3%, ciò che potrebbe portare al loro miglior risultato degli ultimi vent'anni ed eguaglierebbe quello ottenuto alle elezioni del 2007 (20%). In sintesi, dal barometro elettorale emerge una polarizzazione piuttosto che uno spostamento a destra. Si rafforzano da una parte l'UDC e dall'altra lo schieramento rosso-verde. Tra questi due poli, i partiti che tradizionalmente dominavano lo schieramento borghese - PLR e Centro - si indeboliscono.

Cosa preoccupa gli elettori

Il sondaggio verte anche sulle principali preoccupazioni degli elettori. Al primo posto figurano i premi dell'assicurazione malattia (39%), seguiti da vicino dal cambiamento climatico, citato dal 36% degli interpellati. Dopo un calo lo scorso anno, il tema è tornato al centro dell'attenzione, raggiungendo il livello del 2023. Dietro si collocano questioni come la politica di asilo, i rapporti con l'UE e l'immigrazione, ma anche gli alloggi, citati tutti da circa un quarto degli intervistati. L'immigrazione tende a perdere terreno rispetto alle ultime elezioni (35% nel 2023 contro il 25% nel 2026), mentre la criminalità non ha smesso di guadagnarne, passando dal 10% al 19%.

«Ministri» influenti

Poco più della metà della popolazione nutre fondamentalmente fiducia nelle principali istituzioni politiche del Paese, con differenze a seconda del partito. Complessivamente è più bassa tra gli elettori dell'UDC, del PS e dei Verdi. Ciò si spiega, secondo Sotomo, con le posizioni critiche nei confronti del sistema assunte molto più spesso dagli elettori sia di sinistra che di destra rispetto a quelli moderati. Per quanto riguarda la classifica dell'influenza dei consiglieri federali percepita dagli interpellati, è Karin Keller-Sutter a guidarla (63%), seguita da Albert Rösti (53%). La figura in ascesa è Guy Parmelin (42%), che lascerà l'Esecutivo a fine anno. Gli altri quattro «ministri» sono molto più staccati. Elisabeth Baume-Schneider appare come la meno influente (4%). A livello di simpatia percepita, Parmelin si colloca al primo posto, mentre Ignazio Cassis chiude la graduatoria.