
Perdita di consensi per l'Unione democratica di centro: se gli svizzeri avessero rinnovato il Consiglio nazionale nello scorso agosto, il partito di Toni Brunner - pur rimanendo la prima forza politica del paese - avrebbe perso 4,1 punti per attestarsi al 24,8%. In leggera ascesa invece i socialisti, i Verdi e il PPD. Stando a un sondaggio svolto dall'istituto Gfs.Bern su un campione di 2035 elettori, il calo dell'UDC non è riconducibile a un travaso di voti verso altri partiti, ma piuttosto all'assenza di motivazione della propria base. Una buona parte dei simpatizzanti, nel momento in cui sono state condotte le interviste, invece di recarsi alle urne sarebbe infatti rimasto a casa. Per quanto riguarda gli altri partiti, l'istituto di ricerca bernese afferma che il PS avrebbe raccolto il 20,4% dei consensi (19,5% nelle elezioni del 2007) e che i Verdi sarebbero passati dal 9,6% al 10,1%. Il PLR, dopo la fusione tra radicali e liberali, avrebbe conquistato il 16,7% dei voti, meno di quanto avevano ottenuto due anni fa le due ali del partito separatamente (rispettivamente 15,8% e 1,9%). Il PPD, dal canto suo, sarebbe salito dal 14,5% al 15,3%. La forza elettorale del Partito borghese democratico della consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf è stata stimata al 3,4% e quella dei Verdi liberali al 3,2% (1,4% nel 2007). Secondo Gfs.Bern il buon debutto del PBD sulla scena politica si è fatto non a scapito dell'UDC, dalla quale aveva divorziato, ma ai danni del PLR. ATS
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