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Svizzera
Banca Wegelin sospende il socio Christian Hafner
Redazione
15 anni fa
Il provvedimento è legato a guai fiscali negli USA. Contribuenti americani sarebbero stati aiutati a nascondere oltre 1,2 miliardi

La banca privata sangallese Wegelin ha sospeso il suo socio accomandatario Christian Hafner a tempo indeterminato. Secondo notizie di stampa il provvedimento è in relazione con i guai fiscali negli Stati Uniti: all'inizio dell'anno tre dipendenti svizzeri della banca sono stati denunciati a New York per aver aiutato cittadini americani a evadere il fisco."Wegelin & Co. e Christian Hafner hanno trovato un accordo in base al quale egli lascia fino a nuovo avviso il suo lavoro e i suoi incarichi e viene sospeso", ha indicato una portavoce dell'istituto interpellata dall'ats, confermando informazioni del giornale finanziario online In$ide Paradeplatz e della NZZ online ma senza fornire motivazioni.Christian Hafner, esperto di economia bancaria nato nel 1962, è dal 2007 socio accomandatario con responsabilità illimitata della Wegelin e dirige la succursale di Zurigo dal 2005, si legge nel curriculum vitae pubblicato sul sito della banca. In precedenza era stato direttore presso UBS nella gestione patrimoniale in Svizzera e all'estero.Sempre secondo informazioni di stampa gli avvocati della Wegelin stanno tentando attualmente di ammansire il ministero della giustizia americano, con l'obiettivo di giungere a un accordo su una multa e un riconoscimento di colpevolezza, evitando in tal mondo un procedimento contro la banca.I tre dipendenti della Wegelin denunciati a New York avrebbero in particolare "recuperato" ex clienti di UBS che avevano lasciato la grande banca per il timore di essere scoperti, secondo quanto ha annunciato la procura di Manhattan lo scorso 4 gennaio.Tra il 2005 e il 2010, i tre bancari tra i 41 e i 51 anni avrebbero aiutato una settantina di contribuenti americani a nascondere alle autorità fiscali oltre 1,2 miliardi di dollari in Liechtenstein, a Panama e a Hong Kong.Nel 2008, quando UBS era finita nel mirino delle autorità fiscali americane, avrebbero convinto una settantina di ex clienti del colosso bancario sostenendo che ricorrendo ai loro servizi sarebbero stati meno esposti ai controlli del fisco, dato che la banca per la quale lavoravano ha uffici unicamente in Svizzera.ATS

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