
Il Ticino ha optato per lo status quo al turno di ballottaggio per la designazione dei due consiglieri agli Stati: in base ai dati definitivi, i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti sono gli uscenti Dick Marty, rappresentante del Partito liberale-radicale, con 40088 voti personali, e il popolare democratico Filippo Lombardi, che ha raccolto 38177 voti personali. Sono invece stati esclusi dalla camera dei cantoni sia il socialista Franco Cavalli (32786 voti personali), che nel primo turno era stato preceduto da Lombardi per soli 445 suffragi, sia il leghista Attilio Bignasca (18346 voti personali). L'affluenza alle urne si è attestata al 40%. Dopo aver appreso il risultato, il 65enne Cavalli si è detto "deluso per il Ticino", che a suo avviso "conferma certi pregiudizi presenti nel resto della Svizzera nei confronti di un cantone che privilegia gli aspetti economici rispetto a quelli etici". Inoltre Cavalli ha annunciato che si è trattato della sua ultima battaglia politica a livello istituzionale. L'esito del ballottaggio tuttavia non lo sorprende, anche se il divario rispetto a Lombardi è maggiore di quanto si aspettasse: per l'oncologo molto attivo anche in favore dei paesi in via di sviluppo ciò è da ricondurre al fatto che i leghisti hanno sostenuto più del previsto il candidato del PPD. Lombardi dal canto suo non ha nascosto la propria soddisfazione: "questa battaglia elettorale finora è stata la più dura e sono ancora più contento in considerazione del fatto che il mio sfidante era serio e dinamico", ha detto il consigliere agli Stati ai microfoni della Radio della Svizzera italiana. ATS
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