
Negli scorsi giorni il Tribunale federale (TF) di Losanna ha dato ragione a un giovane afghano che l’11 ottobre 2017 molestò una 14enne alla stazione di Bremgarten, nel Canton Argovia. In quell’occasione, l’allora 22enne la aveva avvicinata chiedendole il numero di telefono, salvo poi abbracciarla, baciarla sulla bocca, sul collo e sulla fronte e palpeggiarle il seno e la parti intime da sopra i vestiti in ben due occasioni distinte.
Lo scorso gennaio il Tribunale distrettuale di Bremgarten lo aveva riconosciuto colpevole di atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale e molestie sessuali e aveva disposto l'espulsione dal territorio svizzero per cinque anni, trattandosi di un reato per cui secondo il Codice penale tale misura è obbligatoria (art. 66a). Per la Procura argoviese il ragazzo aveva afferrato la giovane per il collo e a quest'ultima "ci vollero dai 10 ai 20 minuti per liberarsi".
In Appello, il 27 agosto 2019, il Tribunale superiore aveva parzialmente dato ragione all’imputato, prosciogliendolo dai primi due reati contestatigli. Il ragazzo era quindi stato riconosciuto colpevole di molestie sessuali e condannato al pagamento di una multa da 1000 franchi.
La Procura aveva quindi ricorso al TF chiedendo di annullare quest’ultima decisione, ma i supremi giudici federali non hanno potuto fare altro che confermare quando deciso dall’istanza inferiore. L’imputato, si legge nella sentenza dello scorso 28 novembre, non aveva usato la forza - tanto che la 14enne è stata in grado di "liberarsi dagli abbracci e lasciare la scena" senza grosse difficoltà - aveva baciato la giovane con la bocca chiusa e l’aveva toccata da sopra i vestiti per un breve tempo. Pertanto i suoi atti non qualificano i reati di atti sessuali con fanciulli e di coazione sessuale ma ‘solo’ di molestie.
(Sentenza 6B_1102/2019 del 28 novembre 2019)
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