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Svizzera
Aziende invitate ad eliminare discriminazioni salari tra sessi
Redazione
18 anni fa

"Un momento storico". Così è stato definito stamane davanti ai media dal consigliere federale Pascal Couchepin il "dialogo sulla parità salariale" promosso dai partner sociali per eliminare le disparità di trattamento tutt'ora esistenti tra i sessi. Con questo progetto, i dirigenti delle aziende sono invitati ad analizzare il proprio sistema salariale, ponendo rimedio alle eventuali discrepanze di remunerazione tra uomoni e donne che esercitano un lavoro simile. Aprendo la conferenza stampa, il ministro vallesano ha dichiarato che le donne guadagnano in media il 20% in meno dei colleghi uomini. Per il Consiglio federale, "tale situazione è problematica e ingiusta sia per le donne che per la imprese che rispettano la legge". Il progetto ha una durata di cinque anni e verrà sottoposto a una prima verifica fra due. Se risulterà necessario l'esercizio potrà essere protratto fino al 2016. Il Consiglio federale - al pari delle associazioni padronali - condivide questa soluzione pragmatica per realizzare l'uguaglianza tra i sessi. La direzione dell'impresa ha la possibilità di aderire a questa iniziativa dall'inizio di questo mese sottoscrivendo col sindacato competente o con una rappresentanza di collaboratori un accordo sui generis mediante il quale s'impegna ad esaminare spontaneamente il proprio sistema salariale sotto il profilo delle discriminazioni sessuali e ad adottare le misure necessarie per eliminarle. Per eseguire questo esame, ha ricordato il presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Paul Rechsteiner, le imprese possono far capo al LOGIB, uno strumento messo a disposizione dalla Confederazione. Rechsteiner ha ricordato che varie importanti aziende - come Swisscom, la Posta, Novartis - si stanno muovendo nella direzione auspicata dai rappresentanti dei lavoratori. Stando al sindacalista nonché consigliere nazionale (PS/SG), questo progetto innovativo esige un grosso sforzo da parte del mondo economico, che finora si è mosso a passo di lumaca. Il padronato ha da parte sua posto l'accento sull'aspetto volontaristico del progetto. Stando al direttore dell'Unione svizzera delle arti e mestieri, Hans-Ulrich Bigler, "voler imporre il rispetto dell'uguaglianza salariale mediante un controllo statale sistematico sarebbe un approccio sbagliato del problema". Dello stesso parere Thomas Daum dell'Unione svizzera degli imprenditori, secondo cui un approccio statalista rischia di essere troppo rigido e non tener conto della realtà di ogni singola impresa. ATS

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