Cerca e trova immobili
Il commento
AVS: la rivincita dei poveri sui ricchi?
Redazione
2 anni fa
Ieri gli svizzeri hanno detto sì alla tredicesima AVS. L'ennesimo tassello di una storia iniziata molti decenni fa. Nel 1948 l'AVS incassò l'80% dei consensi e da allora è il simbolo identitario del nostro stato sociale. A Ticinonews ne abbiamo parlato con il professore e politologo Oscar Mazzoleni.

È nata il primo gennaio del 1948, ma la sua storia è iniziata molto prima. Più o meno da quando la speranza di vita - nella seconda metà del 19esimo secolo - è aumentata. Da quel momento è stato chiaro che occorresse interrogarsi sul futuro degli anziani. Fino al 1914, però, la previdenza per la vecchiaia è rimasta relegata in un angolo: le grandi battagli si concentravano infatti sulla necessità di un’assicurazione contro gli infortuni e la malattia. Ne abbiamo parlato con il politologo e professore all’Università di Losanna Oscar Mazzoleni. Ma prima un po’ di storia.

Rivendicazioni del movimento operaio

È soltanto nel 1918 che anche l’AVS diviene una delle principali rivendicazioni del movimento operaio. Nel 1925 una revisione costituzionale le spiana la strada e un progetto di legge è infatti stato accolto dalle camere federali nel 1929. Peccato solo che il popolo non fosse d’accordo, al punto che nel 1931 il voto popolare sembra mettere una pietra tombale sulla questione. Sono quindi serviti 16 anni per far cambiare completamente idea agli svizzeri. Il 6 luglio del 1947, l’80% di quelli che si recano alle urne disse sì all’AVS. E alle urne, quella volta, ci andò il 79% degli aventi diritto.

Inizialmente 40 franchi

Un plebiscito subito ribattezzato “l’evento del secolo”. E infatti l’AVS è divenuta rapidamente il simbolo identitario del nostro stato sociale. Intendiamoci, all’epoca era poca cosa: la rendita massima ammontava a 40 franchi (tenuto conto del rincaro, parliamo di 194 franchi di oggi). Comunque sia, da allora, la cara vecchia AVS è stata sottoposta a più di dieci revisioni. Nel 1997, nel corso della decima revisione, viene introdotto il sistema di rendite individuali e lo splitting dei redditi per i coniugati.

Gli ultimi anni e la votazione di ieri

Nel settembre del 2022 viene invece approvato l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni ed un aumento dell’IVA. Ieri il 58% degli svizzeri ha detto sì alla 13esima AVS, ponendo di fatto le basi per altre battaglie politiche sui sistemi di finanziamento di questo simbolo del nostro stato sociale. Anche in questo caso bisogna quindi parlare di momento storico? “Se pensiamo all'AVS certamente, è la prima iniziativa popolare che conquista la maggioranza di popolo e Cantoni”, conferma Mazzoleni. “Sono certamente un evento e una votazione storica. Per altri versi sappiamo anche che sui temi riguardanti lo stato sociale, così come sull'intervento della Confederazione in ambito sociale, le minoranze latine (in particolare il Ticino) sono sempre state storicamente più generose o più disposte a fare in modo che la Confederazione fosse più generosa, quindi da questo punto di vista si va in continuità con tendenze di più lungo periodo”.

In primo piano sui quotidiani

Un risultato che ha ovviamente occupato i titoli di prima pagina di tutti i quotidiani, fra cui ovviamente quelli ticinesi. Il Corriere del Ticino titolava “Un trionfo per la 13. AVS”, con il commento in pillole del responsabile della politica federale Giovanni Galli, che parla di un voto storico in un Paese che cambia. LaRegione titolava invece “Lo storico successo della 13esima AVS” e ha scelto come immagine copertina il primo piano di un commosso Pierre-Yves Maillard, il presidente dell’Unione sindacale svizzera nonché promotore dell’Iniziativa. Si ha quindi l’impressione che il vento sia cambiato? Per Mazzoleni “bisognerebbe capire se la congiuntura storica che viviamo - quindi l’aumento dell'inflazione e dei premi di cassa malati -  continuerà a pesare, anche nella percezione della maggioranza popolazione svizzera, che quindi chiederà ulteriori interventi, come la riforma delle casse malati e poi del secondo pilastro. Quindi penso che questi aspetti siano importanti”. Mazzoleni ha poi proseguito spiegando che bisognerà in seguito capire “anche come la maggioranza borghese del parlamento tenterà di dare una risposta a queste aspirazioni che abbiamo constatato questa settimana e questo sicuramente sarà un elemento da tenere presente per capire quale sarà l'esito di queste riforme annunciate”.

Anziani più favorevoli dei giovani, come mai?

Per quanto riguarda l'analisi del voto, oggi è stato pubblicato il secondo sondaggio post elettorale. Da questo emerge che a far pendere l'ago della bilancia - come prevedibile - sono stati in particolare i pensionati e dall'inchiesta è emerso che il 78% di loro si è detto favorevole alla 13esima AVS. Tra i giovani di età inferiore ai 34 anni la quota di sì è invece stata solo del 40%. Un altro fattore determinante è stato il reddito, più di due terzi degli elettori che percepiscono un reddito inferiore ai 4mila franchi hanno votato sì. Le famiglie più agiate con un reddito di oltre 16 mila franchi mensili hanno respinto l'iniziativa con il 61%. Dunque corretto dire che è la rivincita dei poveri sui ricchi? “Sembra un po' facile e schematico, però è certo che questo tipo di tendenza può essere letto in questo modo con l'altro aspetto, cioè il fatto che c'è la questione generazionale. Sappiamo che tendenzialmente i giovani partecipano meno alle votazioni rispetto alle persone di età oltre i 50 anni, e votano anche meno di una parte dei più anziani. Questo sicuramente può aver contribuito anche al risultato, poi abbiamo visto che i giovani che hanno partecipato hanno tendenzialmente detto di ‘no’. Questo può essere un fossato intergenerazionale, ma può anche essere un divario socio-economico. Quello che si osserva è che nel contempo il ‘fossato’ tra compagna e città non sembra essere emerso, ed è quello che spesso si constata in votazioni anche molto polarizzate e che mobilitano parecchio. È quindi da vedere se questo sarà un trend che si imporrà anche nei prossimi anni, tenendo comunque conto dell'esito dell'altra iniziativa, che è stata bocciata”.

L’intervista completa