
In futuro, come gli uomini anche le donne dovrebbero andare in pensione a 65 anni invece di 64 come prevede il diritto in vigore. Lo ha deciso il consiglio degli Stati per 29 voti a 7, giustificando tale adattamento con l'evoluzione demografica della popolazione. La sinistra si è battuta per il diritto in vigore, sostenendo che la revisione dell'AVS in discussione non presenta reali contro-prestazioni per le lavoratrici, tutt'ora discriminate rispetto ai colleghi maschi a livello di salario.A differenza del consiglio Nazionale, la commissione preparatoria propone però - quale contropartita all'innalzamento dell'età di pensionamento delle donne e in favore dei bassi redditi - un modello di pensionamento anticipato che prevede un taglio delle rendite differenziato in funzione del reddito. In questo modo, la pensione delle persone con bassi salari risulterebbe ridotta, ma in misura minore rispetto a quella dei redditi più elevati. Questa disposizione sarebbe applicata solo per 10 anni.ATS
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