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Svizzera
Aveva un'altra moglie, ma nessuno lo sapeva
Aveva un'altra moglie, ma nessuno lo sapeva
Aveva un'altra moglie, ma nessuno lo sapeva
Redazione
8 anni fa
Il Tribunale federale ha annullato la naturalizzazione dei figli di un padre bigamo, 'salvato' dalla prescrizione

Il Tribunale federale (TF) ha confermato in ultima istanza l’annullamento della naturalizzazione agevolata concessa a due ragazzi kosovari ottenuta grazie al padre, che a sua volta ne aveva beneficiato abusivamente.

La vicenda ha inizio nel 2002 quando l’uomo era stato naturalizzato svizzero grazie al matrimonio contratto con una cittadina elvetica. La donna era deceduta nel 2015 e due anni prima il marito aveva riconosciuto 4 figli nati dal suo matrimonio consuetudinario con una cittadina kosovara. Il padre aveva quindi presentato una domanda di naturalizzazione agevolata per due dei suoi figli. Il Servizio degli affari istituzionali, delle naturalizzazioni e dello stato civile del Canton Friburgo aveva dato preavviso negativo alla richiesta in quanto era emerso che il padre aveva ottenuto abusivamente la cittadinanza elvetica.

Il 29 settembre 2016 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) aveva accordato la naturalizzazione agevolata i due ragazzi ai sensi dell’Art. 58 della vecchia Legge sull’acquisizione e la perdita della cittadinanza svizzera e aveva informato le autorità friborghesi di non poter far nulla per revocare la naturalizzazione del padre in quanto era subentrata la prescrizione.

Il Servizio cantonale aveva ricorso ottenendo ragione davanti al Tribunale amministrativo federale (TAF), espressosi in merito il 9 maggio scorso. Rappresentati dal padre, i due ragazzi si erano rivolti al tribunale federale ma i giudici di Mon Repos - con sentenza del 16 ottobre scorso pubblicata ieri - hanno dato loto torto, confermando le conclusioni del TAF.

Anche i supremi giudici losannesi hanno fatto leva sull’assoluta mancanza di integrazione dei due giovani, elemento imprescindibile per poter beneficiare della naturalizzazione. Il 16enne e il 13enne, si legge nella sentenza del 16 ottobre scorso, "hanno sempre vissuto in Kosovo e non hanno fatto nulla per imparare il francese o un’altra lingua nazionale". Inoltre "il fatto che il padre possa finanziare loro una scuola privata dove potranno imparare il francese da solo non basta a giustificare un'integrazione riuscita".

Secondo la Corte, dunque, il TAF non ha violato il diritto federale annullando la naturalizzazione agevolata dei due ragazzi, che dovranno inoltre farsi carico delle spese giudiziarie di 2'000 franchi.

nic

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