
Meglio disciplinare le questioni riguardo al blocco, la confisca e la restituzione degli averi di origine illecita dei potentati stranieri. È quanto si prefigge il Consiglio federale che oggi ha avviato una procedura di consultazione in tal senso. All'inizio del 2011, il governo aveva reagito rapidamente agli eventi occorsi nel Nordafrica bloccando a scopo conservativo gli averi in Svizzera dei deposti presidenti Bel Ali (Tunisia) e Mubarak (Egitto). In questo modo, intendeva impedire una fuga di valori patrimoniali di probabile provenienza illecita e facilitare l'avvio di relazioni di assistenza giudiziaria con gli Stati di provenienza, indica una nota odierna. Negli ultimi vent'anni la Svizzera è stata più volte confrontata con simili casi e si è guadagnata un ruolo di primo piano, riconosciuto su scala internazionale, aggiunge il Consiglio federale. Da allora, ha restituito ai Paesi di provenienza oltre 1,7 miliardi di franchi sottratti da personaggi quali Ferdinando Marcos (Filippine), Sani Abacha (Nigeria) o Vladimiro Montesinos (Perù). Inoltre, nel 2010, al fine di regolare il caso Duvalier (Haiti), il governo ha adottato la legge federale sulla restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita, le cui disposizioni si applicano quando lo Stato richiedente chiede assistenza. Esse saranno riprese nella nuova normativa. ATS
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