
La fondazione Avenir Suisse, vicina agli ambienti economici, chiede un più ampio diritto d'ingerenza della Confederazione in seno all'UBS, visti i molti miliardi investiti a suo favore da parte dello Stato. Politici del PS e dell'UDC avevano formulato una richiesta simile nelle ultime settimane. "È chiaro che se lo Stato investe tanto, deve pure assumersi le sue responsabilità, magari sotto forma di un mandato nel consiglio di amministrazione, ha dichiarato oggi alla radio svizzerotedesca DRS il capoeconomista di Avenir Suisse, Boris Zürcher. Ai suoi occhi, non è possibile che lo Stato assicuri la sopravvivenza di una banca che non esisterebbe più senza aiuti pubblici e che la stessa banca faccia ciò che vuole. La settimana scorsa rappresentanti del Partito socialista e dell'Unione democratica di centro avevano domandato che la Confederazione sia rappresentata nell'organo di sorveglianza dell'UBS. Hanno pure preteso che la struttura salariale dei top manager della banca sia modellata su quella delle ex regie federali quali la Posta e le FFS o della Banca Nazionale Svizzera (BNS). La questione aveva suscitato un vivo dibattito soprattutto all'interno dell'UDC. L'ala economica del partito aveva accolto molto male l'idea di un più grande controllo statale sulla banca e in particolare le proposte formulate in occasione dell'annuncio dei risultati 2008 dell'UBS. In un'intervista pubblicata oggi dal "Bund", il professore zurighese Hans Geiger, pure membro dell'UDC, parla di "idea strampalata". "È falso credere che lo Stato sia più intelligente dell'industria", ha aggiunto Geiger. Anziché guadagnare influenza sul mercato degli affari dell'UBS, la Confederazione farebbe meglio a ridurre al più presto il sostegno all'UBS. "La Confederazione deve ritrovare i sei miliardi che ha investito", indica il professore. ATS
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