
Oggi - 15 febbraio 2024 - l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha autorizzato l'emissione sperimentale di orzo geneticamente modificato da parte di Agroscope, il centro di competenza della Confederazione per la ricerca nel settore agricolo. Contemporaneamente, l'UFAM ha fissato le misure che Agroscope deve adottare per prevenire la diffusione di materiale geneticamente modificato fuori dal sito di prova. Si tratta di condizioni paragonabili a quelle già disposte in passato in Svizzera nel quadro di sperimentazioni precedenti. In Svizzera, per la coltivazione di piante geneticamente modificate a fini di ricerca - lo ricordiamo - vige l'obbligo di autorizzazione. A seguito di una moratoria, la produzione agricola è vietata sino a fine 2025.
Domanda presentata a settembre 2023
Il 9 settembre 2023 Agroscope ha presentato all'UFAM una domanda per l'emissione sperimentale di orzo geneticamente modificato. Lo rende noto lo stesso UFAM, spiegando che la mutazione dell'orzo è stata eseguita con il nuovo metodo di selezione genetica CRISPR/Cas, al fine di ottenere rese maggiori. Con questa emissione sperimentale Agroscope mira ad acquisire conoscenze sul comportamento delle piante in campo aperto. La sperimentazione durerà dalla primavera del 2024 all'autunno del 2026 e verrà effettuata nel sito protetto di Agroscope a Reckenholz (ZH). Il gene CKX2 - viene spiegato - è coinvolto nella regolazione della formazione dei semi. La disattivazione di questo gene con la nuova tecnica di selezione (editing del genoma mediante CRISPR/Cas9) aumenta la resa in riso e colza.
Dal riso all’orzo
La formazione della resa delle colture è complessa e vi sono coinvolti molti geni diversi. Alcuni ricercatori giapponesi hanno tuttavia scoperto nel riso che la mutazione del gene CKX2 produce un effetto inaspettatamente grande sulla resa. I risultati ottenuti sono stati convincenti al punto da essere attualmente applicati alla coltivazione del riso. La ricerca ha dimostrato che i geni simili al CKX2 del riso, per esempio, svolgono un ruolo anche nella resa della colza. È quindi ragionevole studiare questo effetto in altre colture. Idealmente, al termine di questi esperimenti condotti nel sito protetto sarà possibile formulare una raccomandazione sulla necessità per i selezionatori di disattivare uno o entrambi i geni CKX2 per aumentare la resa. In ogni caso, saranno certamente fornite importanti informazioni sulla funzione del gene CKX2 nell’orzo e si raccoglieranno quindi ulteriori dati per comprendere meglio la formazione della resa.
Cooperazione internazionale
I ricercatori della Freie Universität Berlin hanno scoperto che nell’orzo sono presenti due copie leggermente diverse di questo gene. In serra le linee di orzo, in cui le due copie sono state rese non funzionali in collaborazione con gli scienziati del Leibniz Institute of Plant Genetics and Crop Plant Research (IPK), hanno prodotto un maggior numero di chicchi per spiga. Agroscope, insieme ai ricercatori della Freie Universität Berlin, studia ora queste piante di orzo nel sito protetto per rispondere, tra l’altro, alle seguenti domande:
- Le piante producono un maggior numero di chicchi per spiga anche in campo aperto e questo si traduce in una maggiore resa?
- Devono essere disattivate entrambe le copie di geni o una è sufficiente?
- La disattivazione di una o di entrambe le copie di geni modifica altre proprietà in campo aperto oltre alla resa?
Nessun materiale genetico estraneo
I ricercatori hanno disattivato una o entrambe le copie del gene CKX2 di diverse piante di orzo con il sistema di precisione CRISPR/Cas9. A differenza delle piante sinora oggetto di studio nel sito protetto, le linee di orzo così prodotte non contengono materiale genetico estraneo. Sebbene la mutazione possa derivare anche da un processo casuale e naturale, queste piante di orzo sono trattate come geneticamente modificate (PGM), poiché il metodo utilizzato è nuovo e interviene sul genoma della pianta. Per tale motivo l’esperimento in campo aperto deve essere autorizzato dall’Ufficio federale dell’ambiente.
Dibattito in corso sulla regolamentazione
La regolamentazione delle piante sviluppate con nuove tecniche genomiche come CRISPR/Cas9 è attualmente oggetto di dibattito in diversi paesi. In base a una prima decisione adottata la scorsa settimana dal Parlamento europeo, queste piante, che potrebbero anche nascere spontaneamente in natura (senza inserimento di DNA estraneo), saranno regolamentate in modo meno rigido. A metà del 2024 sono attese proposte da parte del Consiglio federale su come intende disciplinare in Svizzera l’autorizzazione di tali PGM.

