
Per la prima volta nella storia recente, Autopostale ha registrato una netta diminuzione dei passeggeri nel 2020: l’anno scorso sono state trasportate 127 milioni di persone, ossia il 25% in meno rispetto all’anno precedente (167milioni). Una conseguenza diretta della pandemia, che ha comportato la vendita dei titoli di trasporto sui veicolo e che ha reso necessario modificare gli orari di alcune linee, fa sapere l’azienda in una nota odierna. Il crollo del numero di passeggeri ha causato alla filiale della Posta una perdita operativa di 79 milioni di franchi, di cui 48 milioni dovuti agli effetti della pandemia, secondo il bilancio pubblicato una settimana fa.
Leggero calo della distanza percorsa
I 2’4443 autopostali impiegati a livello nazionale hanno comunque percorso globalmente 121 milioni di chilometri, in linea con l’anno precedente (124 milioni). La minore distanza percorsa ha comportato una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dirette e indirette: la cosiddetta CO2 equivalente è diminuita del 5,5%, passando da 160’734 a 152’662 tonnellate.
I passeggeri continuano a essere soddisfatti
I passeggeri continuano a essere molto soddisfatti della prestazione complessiva dell’azienda: l’indice di soddisfazione dei clienti è infatti salito da 80 a 82 punti.
Il numero di persone impiegate
Al giorno di riferimento 31 dicembre 2020, AutoPostale impiegava 4’614 collaboratrici e collaboratori (anno precedente: 4’452), la somma dei gradi di occupazione dei quali corrisponde a 4’058 impieghi a tempo pieno (anno precedente: 3’865).
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