
Un automobilista condannato sei volte a Ginevra per infrazione alla legge sulla circolazione stradale sfuggirà alla prigione. La corte d'appello ha infatti accolto il suo ricorso contro una pena inflitta in prima istanza, riconoscendo il fatto che l'uomo ha ammesso i suoi errori e non si è più messo al volante, dando la preferenza ai trasporti pubblici. La vicenda - riferisce oggi la Tribune de Genève (TdG) - concerne uno svizzero con domicilio ad Annemasse, comune francese prossimo alla frontiera elvetica. Fra il 2007 e il 2014 era stato riconosciuto colpevole di aver violato cinque volte il codice dalle strada. Le autorità gli avevano ritirato la patente e sequestrato il veicolo. Le sanzioni non erano però state prese seriamente in considerazione dall'interessato, che aveva proseguito il suo cammino nell'illegalità. Colto una nuova volta in fallo nel 2015 a Carouge, l'uomo era stato condannato a sei mesi di carcere da scontare. Ma in una recente sentenza d'appello i giudici si sono mostrati più clementi, infliggendogli solo 270 ore di lavori pubblica utilità, rinunciando anche a una pena pecuniaria vista la delicata situazione finanziaria del prevenuto. I magistrati si sono mostrati sensibili al fatto che l'uomo sembra aver preso coscienza di quanto commesso e che ha mostrato chiaramente l'intenzione di voltare pagina. In particolare dal maggio 2015 non ha più toccato il volante: per il suo lavoro di rigattiere a volte noleggia una vettura, ma questa viene guidata da una sua amica. Per spostarsi ricorre agli autobus. In dichiarazioni riportate dalla TdG l'avvocato dell'imputato, Thomas Barth, accoglie con favore una decisione che considera "eccellente". "Permetterà al mio cliente di rendere servizio alla collettività invece che di passare per sei mesi le notti in prigione, come voleva il ministero pubblico, pesando sui contribuenti e con conseguenze negative per la sua famiglia". Secondo Barth la sentenza potrebbe essere importante per spingere i tribunali ginevrini a ricorrere più spesso ai lavori di pubblica utilità, a suo avviso un sistema intelligente per punire le infrazioni di media gravità.
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