
Per tagliare le emissioni di CO2, la Confederazione guarda anche alle auto. L’anno scorso è stata firmata una nuova road map che prevede di portare la quota di veicoli elettrici nel mercato del nuovo al 50% entro il 2025. Al momento le elettriche sono circa il 20% delle nuove immatricolazioni, e circa il 3,3% del parco veicoli totale. Ci sono tuttavia ampie differenze tra cantoni, come emerge da una pubblicazione di AutoScout24. È Zugo ad avere la maggior quota di elettriche (quasi il 7% del totale), mentre il fanalino di coda è il Canton Uri, con il 2,2%. Il Ticino si situa invece leggermente sotto la media nazionale con il 2,8%.
La “mappa” delle colonnine
Per quanto concerne le colonnine di ricarica, la rete più fitta ce l’ha Basilea Città, con 600 stazioni ogni 100 km quadrati. Giura è all’ultimo posto, con solo otto stazioni sulla stessa area. Anche in questo caso il Ticino è all’incirca nella media, ma in crescita. “Quelle pubbliche, rapide, sono molto ben distribuite”, conferma ai microfoni di Ticinonews l’esperto di mobilità elettrica, Marco Piffaretti. “L’azienda elettrica ticinese ha dotato tutte le aree di sosta autostradale di colonne di ricarica e le ha anche raddoppiate di recente”. A livello statistico “il nostro cantone è messo bene”.
“Una soluzione uniforme sarebbe più semplice”
Le differenze sono spiegate dal fatto che ogni cantone promuove a modo suo l'acquisto di auto elettriche e l'ampliamento dell'infrastruttura di ricarica. “Di per sé, il fatto che ci sia un po’ di concorrenza è anche positivo, perché un cantone può copiare dall’altro, imparare e migliorare”, prosegue Piffaretti. “Certo, dal punto di vista della comunicazione una soluzione uniforme sarebbe più semplice da far passare”.
“Peccato terminare l’agevolazione proprio ora”
Dall’anno prossimo, lo ricordiamo, anche le elettriche saranno assoggettate all’imposta sugli autoveicoli. Si tratta del 4% della tassa di importazione, che tutti i veicoli pagano nel momento in cui entrano in Svizzera. “Non è una cifra elevata, tal da far cambiare la decisone di un acquirente”, commenta l’esperto. Tuttavia “capita forse nel momento sbagliato. Terminare l’agevolazione proprio ora che si sta cercando di accelerare la diffusione dell’auto elettrica è un peccato”.
Un processo “irreversibile”
Un piccolo contrattempo, insomma, che però non avrà conseguenze. Secondo Piffaretti, la strada è segnata e gli obiettivi verranno raggiunti anche prima di quanto stimato. “Ritengo sia irreversibile. Non solo i produttori annunciano in modo chiaro delle date di uscita dal termico, ma anche dal punto di vista degli utenti, non conosco nessuno che abbia comprato un’auto elettrica e poi si sia pentito, decidendo di tornare indietro”, conclude l’esperto.

