
Le vendite nei negozi svizzeri e sul web sono aumentate in modo record in aprile: il giro d’affari del commercio al dettaglio è salito del 34,8% rispetto allo stesso mese del 2020, che era risultato molto fiacco sulla scia delle misure di protezione anti-Covid. Si tratta della progressione più marcata dall’inizio della serie temporale, nel gennaio 2000, informa l’Ufficio federale di statistica (UST) in un comunicato odierno. Il dato tiene conto delle correzioni apportate per compensare i diversi giorni di vendita e le festività.
Rispetto a marzo si registra invece un calo del 4,3%, al netto delle variazioni stagionali. I dati sono nominali: in termini reali, vale a dire considerando anche il rincaro, le variazioni sono rispettivamente di +35,7% (annuo) e -4,4% (mensile). Se si escludono i distributori di benzina (dove sugli importi in gioco incide il prezzo del petrolio) l’incremento sull’arco dell’anno è del 35,1% nominale e del 36,2% reale. Se invece si mettono in relazione le vendite di aprile 2021 con quelle di aprile 2019 (cioè l’anno prima della pandemia) si osservano comunque forti aumenti: +10,7% (nominale) e +12,4% (reale).
Analizzando i singoli comparti, i prodotti alimentari in aprile segnano una progressione nominale annua dell’11,8%, mentre in confronto al 2019 la crescita è del 15,7% (+13,3% e +16,8% reale). Questi dati mostrano che il segmento dei supermercati presenta una forte tendenza al rialzo che non dipende dal crollo delle cifre dell’aprile 2020, osservano gli esperti dell’UST. Da parte sua il settore non alimentare mostra un balzo annuo nominale del 73,1% (+73,5% reale). Rispetto allo stesso mese del 2019 l’incremento è rispettivamente del 7,5% e del 9,3%. Anche in questo caso la crescita non può quindi essere unicamente attribuita a un debole risultato dell’aprile dell’anno scorso, segnato dalla pandemia.
Per quanto riguarda gli scarti mensili - e sempre lasciando da parte i distributori di benzina - il giro d’affari del commercio al dettaglio (al netto delle variazioni stagionali) è sceso in aprile 2020 del 4,6% nominale rispetto a marzo (reale -4,8%). Gli alimentari segnano -0,8% (nominale) e -1,3 (reale), il comparto non alimentare -7,0% e -7,2%.
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