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Le reazioni
Aumento dell'IVA per l'esercito, arrivano bocciature da destra e sinistra
Ats
2 giorni fa
Il PS vede in maniera scettica tale aumento temporaneo di dieci anni: fornire ancora più miliardi all'esercito non è responsabile, in particolare se il denaro viene investito in modo sbagliato

La proposta odierna del Consiglio federale di aumentare l'Iva di 0,8 punti percentuali per finanziare l'esercito riceve bocciature immediate sia da destra che da sinistra. Il PS vede in maniera scettica tale aumento temporaneo di dieci anni: fornire ancora più miliardi all'esercito non è responsabile, in particolare se il denaro viene investito in modo sbagliato. I socialisti, nella loro presa di posizione, fanno l'esempio del rincaro degli ormai noti F-35. «Sono scettico nei confronti dei piani del consigliere federale» Martin Pfister, ha detto il co-presidente del PS Cédric Wermuth, citato nel comunicato. Secondo i socialisti è evidente che solo uno stop all'acquisto dei costosi F-35 libererebbe il posto per alternative europee. Un miglioramento della sicurezza è possibile anche senza un aumento dei miliardi dell'esercito.

Verdi: aumento inaccettabile

Simile la posizione dei Verdi: «Anziché porre fine all'esplosione dei costi dell'F-35 e abbandonare immediatamente questo progetto ad alto rischio, il Consiglio federale intende gettare miliardi di franchi provenienti dall'Iva nel buco nero dell'F-35. Si tratta di una decisione irresponsabile e antisociale, che rende la Svizzera dipendente dalla benevolenza degli Stati Uniti in campo militare», ha detto il consigliere nazionale Balthasar Glättli (ZH), citato in una nota. Per queste ragioni, secondo gli ecologisti, la mossa del governo è «assolutamente inaccettabile».

UDC: un «no» categorico

Una sonora bocciatura arriva però anche da destra. L'UDC respinge qualunque aumento dell'imposta sul valore aggiunto. Se il Consiglio federale vuole veramente agire, deve rimediare «alla situazione caotica nel settore dell'asilo» e finanziare così l'esercito svizzero, affermano i democentristi. Una cosa, si legge nella presa di posizione, è comunque chiara: l'esercito ha bisogno di mezzi sufficienti per svolgere la propria missione, equipaggiarsi e formare le proprie truppe. «Il nostro Paese deve essere in grado di difendersi».

PLR: non si pesi sui contribuenti

Anche il PLR pone l'accento sul fatto che non si debba pesare sui contribuenti. Nell'attuale contesto mondiale «è ovvio che l'esercito debba essere adeguatamente equipaggiato», si legge in una nota. Imporre nuove tasse è però la strada sbagliata. Secondo i liberali-radicali, una via da seguire è piuttosto quella della mozione del loro consigliere agli Stati Josef Dittli (UR), che propone la vendita da parte della Confederazione di azioni Swisscom, conservando però una minoranza di blocco per preservare il suo diritto di veto. Inoltre, una parte degli utili annuali della Banca nazionale dovrebbe essere utilizzata per il riarmo urgente dell'esercito.