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Mondo del lavoro
Aumentano le assenze dal lavoro per problemi psichici
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Redazione
3 anni fa
Lo rileva uno studio AXA sulle PMI, che ha analizzato i dati di 301 aziende in Svizzera. Stando allo studio, il 64% delle PMI interpellate ha dovuto far fronte ad assenze legate a problemi psichici del personale.

Nell’ultimo anno le assenze dal lavoro dovute a problemi psichici sono aumentate del 20%. Lo evidenzia uno studio di AXA sulle PMI, con il quale l’assicuratore vuole rendere attento sul problema in occasione della giornata mondiale della salute mentale, che ricorre il 10 ottobre. L'assicuratore ha interpellato, dal 21 febbraio al 1° marzo 2023,  301 piccole e medie imprese svizzere con un numero pari o superiore a cinque dipendenti della Svizzera tedesca e francese. 

Lavoratori esausti

L’indice lavoro-stress di Promozione Salute Svizzera mostra che oltre il 30% della popolazione attiva si sente emotivamente esausta. Secondo Simon Weder, CEO di WeCare e quindi responsabile del management della salute in azienda per le attività con la clientela commerciale di AXA Svizzera, i motivi sono molteplici: “Oltre ai fattori di stress legati alla salute, alle tematiche politico-sociali e quelle sociali, anche l’attuale carenza di manodopera svolge un ruolo da non sottovalutare riguardo ai disagi provati sul lavoro. Se i posti vacanti in un’azienda non riescono a essere coperti, la pressione sulle collaboratrici e sui collaboratori aumenta. E il sovraccarico si trasforma spesso in assenze dovute allo stress”.  

Fortemente colpita una PMI su quattro

Stando allo studio di AXA, nel 2022 il numero delle PMI colpite in misura sensibile da assenze dovute a disturbi psichici è aumentato dal 21 al 26% rispetto all’anno precedente, mentre la quota delle imprese del tutto esenti da questo problema è sceso dal 41 al 36%. Lo scorso anno, quindi, soltanto poco più di un terzo delle PMI partecipanti allo studio non è stato colpito da assenze dovute a problemi mentali (il 64% delle aziende è invece stato colpito). "Ciò indica che la problematica della salute mentale si è ulteriormente inasprita", indica Axa.

Aumento delle assenze

È aumentato anche il numero di persone intervistate che ritiene che la frequenza delle assenze causate da problemi psichici sia aumentata nell’arco degli ultimi cinque anni: quasi un quarto delle PMI interpellate (24% rispetto al 17% nell’anno passato) ha registrato un aumento piuttosto significativo o nettamente significativo delle assenze, mentre poco più della metà stima che il numero sia rimasto invariato. Ben il 22% degli intervistati ha invece constatato un calo dell’incidenza.

Le conseguenze per le aziende

Le assenze prolungate, come spesso è il caso per le malattie dovute a problemi psichici, comportano un onere finanziario e organizzativo considerevole per le aziende. E sono soprattutto le piccole e medie imprese a risentirne maggiormente. Come principale conseguenza diretta delle assenze dovute a problemi psichici, il 54% delle PMI interpellate ha indicato il maggiore carico di lavoro e le ore supplementari del restante organico.

Misure preventive, soprattutto nei rapporti interpersonali

I risultati dello studio indicano che gran parte delle PMI interpellate si è attivata a favore di misure di prevenzione per evitare assenze dovute a disturbi mentali. Per le aziende, l’enfasi è posta soprattutto sulle misure nell’ambito interpersonale, come ad esempio creare un ambiente lavorativo piacevole (42%) e promuovere una cultura aperta sul piano della comunicazione e del feedback (38%). Circa un quarto delle PMI interpellate implementa inoltre misure volte a migliorare l’equilibrio tra vita privata e lavoro, mentre un’azienda su cinque conduce sondaggi tra il personale. Soltanto il 15% delle aziende consultate dichiara di non perseguire alcuna strategia di prevenzione.

Il colloquio con il personale come barometro

Un importante strumento grazie al quale si possono anticipare le intenzioni di dimissioni, ma anche lo stress psichico dei collaboratori, è il colloquio con il personale. Questo strumento funge da barometro sul grado di soddisfazione del personale. Oltre la metà delle PMI interpellate nello studio (56%) ha istituzionalizzato i colloqui con il personale, inserendoli tra i compiti fissi dei superiori, mentre per le PMI più grandi con oltre 50 dipendenti questa percentuale sale addirittura al 65%. In oltre un terzo delle PMI (39%) i colloqui con il personale non sono tuttavia stabiliti in modo fisso, bensì si svolgono a discrezione dei superiori (23%) o soltanto dietro richiesta delle collaboratrici e dei collaboratori (16%). I colloqui non sono sostanzialmente contemplati soltanto in una minima parte di PMI interpellate (5%). Nel complesso, quindi, per due PMI su cinque sussiste il potenziale per pianificare in modo fisso i colloqui con i dipendenti come strumento di prevenzione contro i fattori di rischio quali fluttuazione e stress psichico del personale.