
Aumenta la tassa sul CO2 prelevata sui combustibili: il prossimo anno passerà da 60 a 84 franchi per tonnellata di CO2. Quella sull'olio da riscaldamento extra leggero passerà da 16 a 22 centesimi al litro, mentre quella sul gas naturale da 12 a 17 centesimi al metro cubo. È quanto indica oggi l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), sottolineando come lo scorso anno non siano state ridotte sufficientemente le emissioni.
Nel quadro del Protocollo di Kyoto, la Svizzera si è impegnata a diminuire, entro il 2020, le emissioni di gas serra del 20% rispetto al 1990. Per cogliere questo traguardo, il Consiglio federale ha definito nell'ordinanza sul CO2 degli obiettivi intermedi per il 2012, il 2014 e il 2016. "Se non vengono raggiunti, l'anno successivo la tassa sul CO2 aumenta dell'importo predefinito", precisa l'UFAM.
Nel 2014 si sarebbe dovuta raggiungere quota 76% di emissioni rispetto al valore del 1990: corretti degli effetti delle condizioni meteorologiche, i dati raccolti si attestano invece al 78,5%. Le emissioni di CO2 dei soli carburanti sono leggermente diminuite rispetto all'anno precedente (-0,7 %), ma superano ancora dell'11% il valore del 1990.
Per proteggere l'economia, rileva l'UFAM, si esentano dalla tassa le imprese la cui competitività potrebbe essere compromessa. In contropartita, queste si dovranno impegnare a ridurre le proprie emissioni o a partecipare allo scambio di quote di emissioni. Le imprese che si sono adeguate pagheranno un importo inferiore.
Incentivo a passare a energie rinnovabiliQuesta tassa rappresenta uno dei principali strumenti della legge sul CO2 come pure un incentivo a ridurre i gas a effetto serra e a utilizzare in misura maggiore vettori energetici neutri o poveri di CO2. Il Consiglio federale ha fissato l'aliquota massima a 120 franchi per tonnellata di questo gas.
Gran parte dei fondi raccolti - circa 650 milioni di franchi - viene ridistribuito alla popolazione tramite le casse malattia e all'economia tramite le casse di compensazione. Un terzo dei proventi (o al massimo 300 milioni di franchi), viene utilizzato per misure di riduzione delle emissioni negli edifici.
Altri 25 milioni confluiscono nel Fondo per le tecnologie, mediante il quale la Confederazione concede fideiussioni che garantiscono i crediti per imprese innovative.
UP: "veleno per l'economia", Swissoil "indignata"In una nota, l'Unione petrolifera (UP) denuncia l'aumento parlando di "veleno" per i consumatori e l'economia. L'organizzazione contesta il fatto che i dati forniti siano basati su stime e deplora che la tassa aumenti del 40% quando l'obiettivo di riduzione delle emissioni è stato mancato solo di poco.
Swissoil, associazione svizzera del commercio dei combustibili, si dice da parte sua "indignata" dall'aumento annunciato oggi. "Questa decisione è incomprensibile se consideriamo la difficile situazione in cui versa l'economia a causa del vigore del franco", si legge in una nota.
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