
Gli attori della vita notturna in Svizzera hanno espresso oggi il loro sollievo in seguito alle decisioni del Consiglio federale. L’obbligo del certificato rappresentava infatti una restrizione economica importante. La sua soppressione è anche un gesto importante per i giovani, stima oggi in una nota la Commissione svizzera dei bar e dei club (CSBC).
Le imprese legate alla vita notturna erano state uno dei primi settori a dover chiudere nel marzo 2020. Da allora non c’è stata una fase durante la quale la vita notturna non abbia dovuto istituire almeno una misura di protezione. Malgrado la revoca dell’obbligo di certificato la nuova ordinanza sui casi di rigore deve intervenire ora per evitare fallimenti, prosegue la CSBC.
Da dicembre con l’introduzione del 2G e poi del 2G+, i locali notturni hanno in effetti assistito ad una diminuzione drastica del loro giro d’affari. Rimane tuttora poco chiaro quanto presto la gente sarà pronta a tornare nei club.
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