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Criminalità
Attività mafiose a Roveredo, il Cantone cambia prassi sui permessi
Ats
3 ore fa
Da metà maggio chi vuole ottenere un permesso di dimora dovrà dichiarare se esistono precedenti penali o precedenti in corso – La nuova prassi è stata decisa dopo il caso dei permessi di dimora rilasciati a persone legate alla camorra e alla 'ndrangheta

 Il Canton Grigioni reagisce a seguito dei permessi di dimora rilasciati a persone legate alla camorra e alla 'ndrangheta domiciliate a Roveredo. Da metà maggio i richiedenti dovranno dichiarare se esistono precedenti penali o procedimenti in corso. «Queste indicazioni potranno dare adito a ulteriori accertamenti, come ad esempio la richiesta dell'estratto del casellario giudiziale. In caso di dubbi fondati possono confluire nel giudizio materiale e motivare una decisione negativa», ha spiegato oggi il Consigliere di Stato Peter Peyer (PS) in risposta a una domanda del granconsigliere mesolcinese Samuele Censi (PLR). Chi non sarà sincero, rischia il ritiro del permesso. La nuova prassi, già attuata in altri Cantoni della Svizzera orientale, entrerà in vigore a partire da metà maggio, ha dichiarato Peyer a Keystone-ATS.

I chiarimenti chiesti al Governo

La questione è stata sollevata durante l'ora delle domande in Gran Consiglio. Il deputato liberale ha chiesto al Governo chiarimenti sul funzionamento dello scambio di informazioni tra i Grigioni e gli altri cantoni, in particolare il Ticino, così come su eventuali adeguamenti della prassi per i casi con possibili legami alla criminalità organizzata. La domanda segue la vicenda di quattro persone legate alla camorra e alla 'ndrangheta domiciliate a Roveredo. A fine febbraio, nell'ambito di un'operazione internazionale contro il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro, sono state arrestate su territorio francese e italiano. Da allora la questione fa discutere.

«Credere nella buona fede di chi fa l'autodichiarazione»

Il cambio di prassi annunciato oggi può essere una misura che va nella direzione giusta, secondo Censi. «Ovviamente bisogna credere nella buona fede di chi fa questa autodichiarazione», ha detto il granconsigliere liberale a Keystone-ATS. «Sono convinto che la comunicazione fra i Cantoni e i vari uffici cantonali non è stata esemplare. Lì bisogna migliorare». Per chiarire le domande ancora aperte il granconsigliere depositerà oggi un'interpellanza al Governo, firmata anche da altri parlamentari.

Incontro fra i Comuni e le autorità cantonali

Inoltre a metà maggio è prevista una riunione a Roveredo fra i rappresentanti dei Comuni del Moesano, collaboratori dell'Ufficio del registro di commercio, la Procura pubblica e la Polizia cantonale dei Grigioni. «Al centro dei colloqui sarà posta in particolare la questione della modalità di verificare l'attività operativa di società con personalità giuridica. L'obiettivo è evitare le imprese stipulino contratti di lavoro allo scopo di ottenere permessi di dimora», ha spiegato il Consigliere di Stato Peyer. «Gli incontri previsti e il coinvolgimento dei Comuni sono sicuramente una buona soluzione», ha commentato Censi. A metà giugno è previsto poi un ulteriore incontro fra le forze dell'ordine del Canton Grigioni e del Canton Ticino.

Un possibile gruppo di lavoro

Il Dipartimento di Peter Peyer sta inoltre valutando la possibilità di istituire un gruppo di lavoro con diversi uffici cantonali. L'obiettivo è di sondare il margine di manovra per individuare, impedire e contrastare la criminalità organizzata nel Canton Grigioni. Secondo il Consigliere di Stato la questione non si limita infatti solo alla Mesolcina o alle valli meridionali. «La criminalità organizzata si sta espandendo in tutta la Svizzera».