
Tre attivisti di Minneapolis hanno fatto tappa oggi a Ginevra nell'ambito di un tour europeo volto a sollecitare gli investitori a disimpegnarsi dalle aziende subappaltatrici dell'ICE, la tanto discussa agenzia statunitense responsabile dell'immigrazione. I militanti hanno lanciato un appello alla solidarietà della Svizzera.
No alla violazione dei diritti umani
Non possiamo permettere al presidente Donald Trump di continuare a violare i diritti umani, ha dichiarato davanti alla stampa Sagirah Shahid, politica ecologista nella città americana, descrivendo i metodi brutali impiegati dall'ICE nell'offensiva anti-immigrazione voluta dalla Casa Bianca. Lei stessa ne è stata vittima, venendo incarcerata in un centro di detenzione.
Cittadini di Minneapolis terrorizzati
Janette Corcelius, sindacalista e membro dei Democratic Socialists, ha ricordato che oltre 3000 agenti dell'ICE sono stati schierati per le strade di Minneapolis. Ha raccontato di come i suoi vicini fossero terrorizzati e non osassero più uscire di casa dopo le uccisioni di Renee Good e Alex Pretti.
Raccolta di dati dei cittadini su vasta scala
Rafael Gonzalez, artista hip-hop e membro delle pattuglie comunitarie a Minneapolis (gruppi organizzati per monitorare i federali), ha invece denunciato le tecnologie utilizzate per raccogliere i dati dei cittadini su vasta scala. È proprio per fermare questo tipo di operazioni che è necessario chiedere il disinvestimento da parte di istituzioni europee, ha evidenziato.
Gli investimenti svizzeri in imprese subappaltatrici dell'ICE
I tre attivisti sono stati invitati da BreakFree Suisse, collettivo che lo scorso febbraio ha pubblicato un rapporto in cui si evidenziano gli investimenti di diverse istituzioni svizzere, come UBS e Banca nazionale (BNS), in imprese subappaltatrici dell'ICE. Hanno portato il loro messaggio all'assemblea generale annuale del colosso bancario la scorsa settimana e hanno in programma di fare lo stesso venerdì a quella della BNS.
Le aziende nel mirino
Baluardo della resistenza contro il tycoon, Minneapolis ha adottato a marzo una risoluzione che invita numerosi investitori europei a fare un passo indietro dalle aziende che lavorano per l'agenzia governativa. Nel mirino vi sono Palantir (specializzata nei big data, fornisce sistemi di sorveglianza di massa), AT&T (società telefonica che equipaggia l'ICE), nonché GeoGroup e CoreCivic, che gestiscono centri di detenzione privati. Secondo BreakFree Suisse, la BNS detiene partecipazioni per quasi 1,8 miliardi di dollari in tre di queste entità. Dal canto suo, UBS ha gestito o investito 4,2 miliardi in tutte e quattro.
Si chiedono chiarimenti al Consiglio federale
I tre attivisti erano accompagnati dai consiglieri nazionali del canton Ginevra Christian Dandrès (PS), Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi) e Rudi Berli (Verdi). I tre politici hanno depositato delle interpellanze per chiedere al Consiglio federale chiarimenti sul coinvolgimento ad esempio di banche e compagnie assicurative elvetiche in società collegate all'ICE. Dandrès ha elogiato il coraggio e l'impegno della società civile nel contrastare gli atti barbari dell'amministrazione Trump. «Dietro l'ICE si cela una vera e propria guerra sociale, volta a dividere e rendere ancora più vulnerabile la forza lavoro», ha affermato.

