
La manifestazione non autorizzata a Zurigo per la Giornata internazionale della donna è stata caratterizzata da atti di vandalismo: dimostranti hanno gettato vernice contro il consolato italiano, ha constatato un corrispondente di Keystone-ATS sul posto. La polizia è intervenuta con spray urticanti. Una piccola parte dei manifestanti si è trovata di fronte a decine di agenti in tenuta antisommossa.
La manifestazione
Circa mille persone, in maggioranza donne, si sono riunite questo pomeriggio nella Paradeplatz su invito di gruppi degli ambienti autonomi di sinistra. I manifestanti hanno sostenuto in particolare la lotta delle donne curde e iraniane. Le forze dell'ordine hanno tollerato il corteo nei pressi della stazione, ma hanno schierato un grosso contingente e bloccato alcune strade laterali. In previsione della manifestazione, i trasporti pubblici sono stati deviati intorno alla stazione.
A Berna attenzione sulla politica globale
A Berna si è manifestato contro le "tendenze nazionaliste di destra, anti-queer e anti-femministe della politica mondiale". La mobilitazione intendeva lanciare un segnale contro il patriarcato nel contesto degli aumenti degli affitti, delle lacune nella sicurezza sociale e della guerra, secondo gli organizzatori.
GISO chiede misure contro violenza
La Gioventù socialista ha chiesto in un comunicato misure immediate per combattere contro la violenza nei loro confronti: troppe ne sono già state uccise, deplora. "La Confederazione si è permessa per troppo tempo di ignorare il problema ed è quindi corresponsabile della morte di queste donne", hanno comunicato oggi i giovani del PS. "Nel 2025 in Svizzera sono state uccise otto donne a causa del loro sesso", si legge in una nota. I giovani socialisti svizzeri chiedono alla Confederazione di attuare immediatamente e coerentemente la Convenzione di Istanbul che mira a proteggere le donne contro ogni forma di violenza. Inoltre domandano un programma nazionale di prevenzione per gli uomini e una giornata ufficiale di commemorazione per tutte le vittime della "violenza patriarcale".

