
Si terrà oggi, alle 14.00, nella sala del Consiglio nazionale il videomessaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un discorso che avverrà durante la pausa pranzo delle Camere e che probabilmente non mancherà di far discutere vista la chiara opposizione dell'UDC. Il capogruppo democentrista Thomas Aeschi ha già fatto sapere che la maggior parte dei suoi deputati non sarà presente in aula.
Bocciata la mozione UDC che voleva impedire il videomessaggio
La richiesta del videomessaggio era stata presentata lo scorso 3 maggio dall'ambasciata ucraina in Svizzera ed era stata approvata dagli Uffici del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati due giorni dopo. Una decisione a cui si è opposta l'UDC. "Si danneggiano la credibilità e la neutralità della Svizzera", aveva sostenuto Alfred Heer (UDC/ZH), aggiungendo che spetta al Consiglio federale ascoltare il leader di Kiev, non al Parlamento. Quest'ultimo ha però deciso altrimenti, bocciando la mozione UDC che chiedeva di impedire il discorso del presidente ucraino.
Il quinto discorso di Zelensky in Svizzera dall'invasione russa
Non è la prima volta che Zelensky tiene un discorso via video in Svizzera. Già nel marzo 2022, a poche settimane dall'inizio del conflitto, Zelensky si era rivolto alla popolazione svizzera davanti a piazza federale a Berna, dove si erano radunate migliaia di persone per protestare contro la guerra. Nel suo discorso aveva elogiato la democrazia svizzera. "Vorrei con tutto il cuore che la gente in Ucraina possa vivere come quella in Svizzera. Che le persone possano decidere autonomamente delle proprie vite, del proprio Paese (...). Nello stesso modo con cui ho voluto che gli ucraini e le ucraine vivessero come fanno le persone in Svizzera, ora voglio che voi, svizzere e svizzeri, diventiate come ucraini e ucraine nella lotta contro il male. (...) Voglio che diventiate ucraini e ucraine, che sentiate cosa vuol dire vedere intere città distrutte". In quell'occasione anche il presidente della Confederazione Ignazio Cassis si era rivolto a Zelensky, ricordandogli che il popolo ucraino non è solo, scandendo lo slogan "we are one".
Gli incontri virtuali da parte di Zelensky sono poi proseguiti in altre quattro occasioni: durante la Conferenza per la ricostruzione ucraina a Lugano nel luglio 2022, all'Università di Zurigo e al WEF di Davos. Ora si ritorna a Berna, davanti al Parlamento.
Una prima in Parlamento
Le apparizioni di personalità straniere davanti al Parlamento sono rare, tanto da non essersi mai verificate fra il 1848 e il 1970. In seguito, fino a oggi, 28 oratori ospiti si sono rivolti alle Camere federali, tra i quali si annoverano capi di Stato, rappresentanti di organizzazioni internazionali, ministri degli esteri e un presidente del Senato. Tuttavia, non è ancora stato trasmesso alcun videodiscorso di un capo di Stato straniero. Il collegamento di Zelensky sarà dunque una prima assoluta. Di cosa parlerà è ancora sconosciuto. Molto probabilmente della situazione attuale nel suo paese e forse della controffensiva in corso. Settimana prossima si terrà inoltre a Londra la conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina, la seconda dopo quella avvenuta a Lugano.

