Cerca e trova immobili
Svizzera
Attenzione ai “falsi sordi”
Redazione
11 anni fa
L'appello giunge dalla Federazione Svizzera dei Sordi, che si distanzia da questi metodi aggressivi e scaltri: "Non siamo noi"

Da alcuni mesi, vi sono membri di organizzazioni criminali attivi in diverse località della Svizzera, che si spacciano per sordi e chiedono ai passanti una donazione in denaro contante. Per dare alla loro azione illegale una parvenza di serietà, fanno firmare un foglio agli ignari donatori, le cui somme vanno perdute. Esse non vanno infatti né a favore della Federazione Svizzera dei Sordi (SGB-FSS), né delle persone veramente sorde o audiolese.

A rendere attenti sulla questione è la stessa Federazione, che in un comunicato stampa si distanzia da questi "metodi aggressivi e scaltri di colletta delle offerte". Pertanto l'organizzazione dà un avvertimento accorato alla popolazione, affinché non si lasci convincere a fare delle offerte di questo tipo per strada e spiega i suoi metodi di lavoro. 

"Le nostre azioni di strada per acquisire nuovi donatori", si legge, "avvengono dietro autorizzazione della polizia e vengono esclusivamente effettuate da un’agenzia di marketing specializzata. Per motivi di sicurezza, durante queste nostre azioni non possono essere chieste donazioni in contanti, né tantomeno possono essere accettate. Inoltre, i nostri collaboratori portano dei vestiti con sopra il logo ufficiale della SGB-FSS. Lo stand informativo che si trova per strada è anch’esso contrassegnato chiaramente con il logo della SGB-FSS".

"La Federazione Svizzera dei Sordi porta il marchio di qualità ZEWO e sottosta a determinate condizioni per la colletta delle offerte e per l’impiego delle donazioni ricevute".

"Invitiamo la popolazione alla prudenza e preghiamo tutte le persone già entrate in contatto con questi presunti sordi, o che hanno già effettuato una donazione in contanti per strada o che sono state testimoni di tali scene, di voler prendere immediatamente contatto con la polizia al numero 117!"

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata