
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha trasmesso il 6 maggio scorso al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona l'atto d'accusa contro i tre presunti ecoterroristi arrestati nell'aprile 2010 mentre si accingevano a compiere un attentato contro il centro di ricerca europea dell'IBM a Rüschlikon, nei pressi di Zurigo. I tre, due cittadini italiani e un ticinese, dovranno rispondere di atti preparatori punibili di incendio intenzionale, occultamento e trasporto di materie esplosive e commercio non autorizzato (importazione) con esplosivi, indica una nota odierna dell'MPC. Stando al comunicato, il 15 aprile 2010 i tre sono stati fermati durante un controllo stradale nelle vicinanze del passo dell'Albis (ZH). Nell'automobile e addosso alla passeggera sono stati sequestrati esplosivi e altri oggetti utilizzabili per perpetrare un attentato. Nel veicolo sono state inoltre scovate 31 lettere manoscritte di rivendicazione in tedesco, nelle quale il gruppo "ELF SWITZERLAND EARTH LIBERATION FRONT" - branca elvetica di un gruppo comunemente indicato come movimento ecoterrorista - rivendicava un attentato con esplosivo contro il centro di ricerca sulle nanotecnologie di IBM a Rüschlikon in costruzione. Durante l'inchiesta è stato appurato che i tre fermati sono entrati in Svizzera separatamente il 14 e il 15 aprile 2010. L'esplosivo sarebbe stato introdotto illegalmente dalla frontiera nei pressi di Brissago. Con un'automobile a noleggio si sono poi recati dal Ticino verso l'area di Zurigo. "A circa tre chilometri dall'obiettivo dell'attentato menzionato nella lettera di rivendicazione sono stati fermati e arrestati. Da allora le tre persone sono in carcere preventivo", precisa l'MPC. ATS
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