
“La sua capacità di mostrarsi violento è particolarmente inquietante”. Con queste parole il Tribunale federale di Losanna ha scritto la parola fine alla lunga vicenda giudiziaria di un 27enne cittadino italiano cui le autorità vodesi avevano ritirato il permesso di domicilio a causa del suo reiterato comportamento violento, sfociato in una condanna a 3 anni di carcere.
Il giovane aveva interessato le autorità giudiziarie già in minore età, ma a giocare un ruolo decisivo nella sua espulsione è stata la condanna a 36 mesi di carcere per furto, rapina a mano armata, ingiurie, violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari, e incendio intenzionale comminatagli dal Tribunale distrettuale di Losanna il 7 aprile 2015. Il 26enne era pure stato condannato nel 2010 per furto e minacce e nel 2016 per ingiuria.
Il 17 maggio 2017 il Dipartimento dell’economia losannese aveva deciso di revocargli il permesso di domicilio e di allontanarlo dalla Svizzera una volta scontata la pena. Il 27ene si era inutilmente appellato al Tribunale cantonale vodese e si era rivolto in ultima istanza al TF.
I giudici federali, tuttavia, hanno dato ragione alla corte cantonale evidenziando come il ricorrente si sia dimostrato “insensibile” alle diverse inchieste e condanne a suoi carico. La sua recidività e “l’inquietante propensione a comportamenti violenti” nonché “l’atteggiamento beffardo tenuto durante l’udienza” hanno indotto la Corte a ritenere giustificata la misura decisa dalla autorità vodesi.
L’allontanamento del 27enne è stata dunque ritenuta proporzionata e conforme all’Art. 63 della Legge sugli stranieri.
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