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Attacco di Berlino, le organizzazioni LGBTIQ+ sono preoccupate per la sicurezza in Svizzera
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Ats
5 ore fa
Secondo le associazioni, i fatti avvenuti nella capitale tedesca mettono in luce perché, secondo loro, sia ancora necessario continuare a manifestare per i diritti della comunità

Le organizzazioni LGBTIQ+ svizzere e i comitati organizzatori dei Pride nella Confederazione hanno espresso preoccupazione dopo l'attacco avvenuto questo fine settimana durante il Christopher Street Day (CSD) a Berlino, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza durante le manifestazioni e la tutela della comunità queer nel Paese. In un comunicato diffuso questo pomeriggio, varie organizzazioni mantello - tra cui Transgender Network Switzerland (TGNS), Organizzazione svizzera delle lesbiche (LOS) e Pink Cross - sostengono che i fatti di Berlino sollevano interrogativi non solo sulla sicurezza dei Pride, ma anche sul senso di sicurezza delle persone LGBTIQ+. L'attacco mette in luce, secondo loro, perché sia ancora necessario continuare a manifestare per i diritti della comunità.

Paura, tristezza e rabbia

Le associazioni hanno inoltre espresso la loro totale solidarietà nei confronti delle vittime rimaste colpite nell'attentato, rilevando come le notizie provenienti dalla capitale tedesca abbiano suscitato paura, tristezza e rabbia nella comunità elvetica, ma anche un forte spirito di determinazione e coesione. Hanno inoltre chiesto una protezione efficace e un'azione decisa da parte della società e della politica. Nel frattempo, sono già allo studio misure concrete per rafforzare la sicurezza delle prossime manifestazioni, precisa la nota. Gli organizzatori del Pride di Coira, in programma tra un mese, hanno ad esempio discusso degli accorgimenti necessari per garantire lo svolgimento dell'evento in condizioni di sicurezza.

Le lacune segnalate

Pur riconoscendo che nel 2025 il Consiglio federale ha aumentato gli aiuti finanziari destinati alla protezione delle minoranze, le organizzazioni ritengono che l'azione della Confederazione mostra ancora delle lacune. In particolare, criticano l'assenza, nel piano d'azione federale contro i crimini d'odio, di misure per la prevenzione della radicalizzazione degli autori, di interventi contro i gruppi d'odio e di un sistema di monitoraggio. Le associazioni hanno infine ricordato l'esistenza della Helpline dedicata alle persone LGBTIQ che offre un servizio di segnalazione delle violenze.