
La politica di trasferimento del traffico pesante dalla gomma alla ferrovia è fallita: ne è convinta l'Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG), che ritiene "assolutamente illusorio" l'obiettivo di 650'000 transiti annui di TIR attraverso le Alpi. Questo limite va portato a 1 milione entro il 2030, afferma l'organizzazione, che in un comunicato odierno chiede anche che venga rinegoziato con l'UE l'accordo sui trasporti. Vent'anni or sono veniva adottato l'articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi : secondo l'ASTAG il mandato popolare di portare sui treni i camion in viaggio da confine a confine non è stato rispettato. È stato invece utilizzato come foglia di fico per forzare l'ampliamento della ferrovia a scapito della strada e per caricare di balzelli gli utenti stradali. Secondo l'organizzazione la politica di trasferimento colpisce non il traffico di transito, bensì quello interno, soprattutto al San Gottardo. La colpa di questo stato di cose è da attribuire all'intesa con l'UE sui trasporti: per l'ASTAG si tratta quindi di rivederla, introducendo il principio che le merci, a partire da una distanza di 300 km devono viaggiare su ferro quando attraversano le Alpi. L'associazione è favorevole ad ampliare il corridoio ferroviario sull'asse nord-sud, a patto però che Germania e Italia garantiscano le linee di accesso ad Alptransit. L'ASTAG si dice a questo proposito irritata per il fatto che Berna si è impegnata a versare a Roma un contributo a fondo perso di 120 milioni di euro. L'Iniziativa delle Alpi è stata accolta il 20 febbraio 1994 dal 52% dei votanti. La normativa d'applicazione prevede che entro il 2018, due anni dopo l'apertura della galleria di base del San Gottardo, i transiti di camion vengano ridotti a 650'000 all'anno. Per il 2011 era prevista una tappa intermedia di 1 milione, che non è stata però rispettata: i passaggi ammontano attualmente a 1,25 milioni all'anno.
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