
Per fronteggiare la crisi economica, l'Associazione svizzera dei trasportatori stradali (ASTAG) esige dal Consiglio federale un intervento rapido: non miliardi, ma sgravi fiscali e amministrativi. Critica l'Iniziativa delle Alpi, secondo cui tali misure favorirebbero la strada a scapito della ferrovia. Il trasporto stradale è essenziale per l'economia elvetica: il 91% delle merci viaggia su strada, ha affermato oggi in una conferenza stampa a Berna Adrian Amstutz, presidente dell'ASTAG, che raggruppa in totale 4739 imprese. "Un'economia senza trasporto stradale è semplicemente impensabile", secondo il consigliere nazionale (UDC/BE). Il calo della domanda pari fino al 60% nel trasporto internazionale su strada si fa sentire anche in Svizzera, ha detto il vice-presidente dell'ASTAG Jean-Daniel Faucherre. La sua associazione prevede un ribasso del 60% anche per i trasportatori elvetici. E il numero di disoccupati del settore, stando ai dati della Segreteria di Stato dell'economica (SECO), in giugno è aumentato del 63,9% (1'839 persone) rispetto allo stesso mese del 2008. Per questi motivi l'ASTAG ha scritto una lettera aperta al Consiglio federale contenente diverse proposte concrete: per i camion fino a 28 tonnellate, la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni dovrebbe diminuire del 20%. Inoltre l'ASTAG auspica la soppressione dell'"assurda distinzione" tariffaria tra diesel e benzina. Ma non solo: le tasse per la registrazione dei corsi obbligatori di formazione di base e di perfezionamento nel sistema informatico dei cantoni dovrebbero essere limitate o abolite. Inoltre l'ottenimento nonché il rinnovo delle carte per gli apparecchi elettronici che misurano velocità e chilometri percorsi dovrebbero essere gratuiti, così come la licenza necessaria per il trasporto merci. L'Iniziativa delle Alpi in un comunicato ha criticato tali proposte, giudicandole "unilaterali": a suo avviso, infatti, la ferrovia subisce maggiormente le ripercussioni della crisi economica. Favorire il trasporto merci su strada sarebbe quindi un controsenso, anche in considerazione della volontà espressa in passato dalla popolazione svizzera di trasferire il traffico merci dalla strada alla rotaia. ATS
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