
Il Ministero Pubblico della Confederazione ha emanato una serie di decreti d’abbandono nei confronti dei Fortunato Andali e di altri imputati per il reato di organizzazione criminale.
Si sgretola così una monumentale inchiesta condotta dal Ministero Pubblico della Confederazione da più 13 anni, che ha purtroppo visto la pluriennale carcerazione preventiva dei due principali imputati.
Lo scorso 6 maggio, Fortunato Andali era già stato assolto dalla Corte di Appello di Catanzaro dall’accusa di appartenenza a un organizzazione criminale di stampo mafioso.
La Corte di Catanzaro ha accertato che i criminali pentiti che avevano motivato l’accusa non erano credibili e che parlavano per tornaconto.
Il legale di Andali, l'avvocato Tuto Rossi, a margine del comunicato stampa ha commentato così la decisione del Ministero Pubblico della Confederazione:
"Da una parte bisogna lodare il Ministero Pubblico della Confederazione che, malgrado il comunicato stampa dello scorso del 25 giugno, in cui prometteva un atto di accusa entro fine anno, ha avuto il coraggio di fare retromarcia permettendo alla giustizia e alla verità di trionfare.
Dall’altra parte bisogna sottolineare che i procuratori pubblici del Sud Italia, sono confrontati con situazioni di criminalità spaventose, che per fortuna sono totalmente assenti in Svizzera. I loro metodi di lavoro non possono essere ripresi tali e quali dai nostri magistrati senza il rischio di incorrere in vistosi errori procedurali.
In Svizzera godiamo ancora del lusso di giudicare le persone per i loro comportamenti individuali. Questa inchiesta è un monito per salvaguardare questo diritto fondamentale."
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