
L'Alleanza delle organizzazioni dei consumatori sostiene l'idea di economia della condivisione (o sharing economy) e vuole che il dibattito sul tema venga portato avanti tenendo conto del punto di vista dei consumatori, che sono il centro di questa nuova visione. Secondo l'organizzazione - che unisce Fédération romande des consommateurs (FRC), Stiftung für Konsumentenschutz (SKS) e Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI) - non si tratta più di essere pro o contro l'economia della condivisione, ma piuttosto di sapere come strutturarla in modo da avere un modello che porti benefici a tutta la società, si legge in un comunicato odierno. La sharing economy punta all'ottimizzazione e alla condivisione di spazi, tempi, beni e servizi, il tutto attraverso l'utilizzo della tecnologia. Si tratta inoltre di riutilizzare e condividere, in modo da proteggere anche l'ambiente. La varietà delle applicazioni possibili rende difficile trovare soluzioni globali e uniformi, continua la nota. Questa complessità non deve però impedire la definizione di misure generali che permettano l'integrazione di queste nuove attività nel sistema economico e giuridico esistente. Per stabilire tali misure è necessario tenere presente che il consumatore non sarebbe più solamente utilizzatore di un bene o di un servizio, ma anche fornitore. In questo senso servirebbe una responsabilità "progressiva": gli obblighi imposti ai fornitori dipenderebbero dall'intensità della loro attività. Nonostante queste modifiche, è indispensabile che il livello di protezione dei consumatori sia lo stesso di oggi, sia che la transazione avvenga con un altro individuo, sia che abbia luogo con un'impresa chiaramente commerciale. Vista l'importanza del ruolo che giocheranno le piattaforme informatiche, sarà essenziale che queste siano trasparenti e che si assumano le proprie responsabilità.
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