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Svizzera
Associazioni ambiente: “urge piano B”
Redazione
5 anni fa
Dopo la bocciatura della legge sul CO2, Wwf e Ata sottolineano l’importanza di trovare nuove soluzioni per ridurre le emissioni. Accusati “lobby del petrolio” e Udc

“Non ci resta molto tempo per lottare contro la crisi climatica. Dobbiamo sviluppare un piano B adesso e metterlo rapidamente in pratica. Esortiamo tutti i nostri partner, dai comuni alle città, fino ai Cantoni, alle aziende, alle associazioni del mondo economico e alle ONG, ad andare avanti insieme alla popolazione per formare una coalizione decisa a portare avanti in tempi brevi l'abbandono di petrolio e gas”. Con queste parole il Wwf svizzero si rammarica del respingimento della legge CO2 da parte del popolo svizzero.

Piano B per combattere la crisi climatica
L’associazione ambientalista legge l’esito del voto odierno come la “richiesta di elaborazione di un piano B per combattere la crisi climatica”. Il Wwf ricorda che la Svizzera deve trovare delle soluzioni per onorare gli impegni di riduzione delle emissioni assunti negli accordi di Parigi. “Il nostro obiettivo resta quello di fare in modo che, prima del 2040, la Svizzera riduca a zero le sue emissioni nette di gas serra. In base ai risultati scientifici, è questo l'obiettivo necessario per prevenire una catastrofe climatica”. Il Wwf richiama inoltre i trionfatori di oggi alle proprie responsabilità future: “Chi oggi ha vinto le elezioni (sic) è responsabile del nostro domani. La Svizzera causa già danni climatici pari a circa 20 miliardi di franchi all'anno. L'esperienza all'estero mostra che la lobby del petrolio è sempre più spesso chiamata a rispondere delle sue responsabilità in tribunale”.

“Responsabili lobby del petrolio e Udc”
Rincrescimento è stato espresso anche dall’Ata, che identifica i responsabili del fallimento della legge sul CO2 nella “lobby del petrolio e dei suoi alleati Udc”. L’Ata concorda con la necessità di trovare rapidamente nuove soluzioni per ridurre l’emissione di biossido di carbonio in Svizzera. “Nuovi piani sono ora urgentemente necessari per superare la crisi climatica. L'ampia alleanza a favore del sì, che ha sostenuto la legge sul CO2 insieme all'Ata, dovrà ora giocare un ruolo centrale. La campagna di votazione ha mostrato chiaramente che dall'opposizione non ci si può aspettare nessuna proposta efficace su come la Svizzera dovrebbe ridurre rapidamente le sue emissioni di CO2 in modo da raggiungere l'obiettivo intermedio vincolante di dimezzarle entro il 2030”.

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