
L'attuale sistema di assicurazione malattia obbligatoria comporta disfunzioni ed effetti perversi: lo rileva un gruppo di esperti romandi indipendenti. Oltre ad auspicare la creazione di un pool nazionale per i rischi speciali, queste personalità preconizzano la futura creazione di casse cantonali. Costituito a fine 2007, il Gruppo attuariale di riflessione sull'assicurazione malattia (GAAM) è composto di sette attuari romandi indipendenti, fra i quali professori universitari e specialisti della previdenza professionale e delle assicurazioni. Il loro rapporto, pubblicato oggi, propone in prima linea un certo numero di miglioramenti tecnici del sistema attuale. Il GAAM osserva anzitutto che la nozione di concorrenza sui prezzi è inapplicabile ad assicurazioni regolate dalla Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal). "Nel sistema attuale - rilevano - una cassa malattia non ha semplicemente alcun interesse ad essere la meno cara". Il livello ottimale delle riserve dev'essere definito sulla base di regole attuariali solide e non di tassi generali validi per tutte le casse. Gli assicuratori possono manovrare il livello delle riserve per scopi diversi dalla preservazione della solvibilità della cassa, sottolineano gli esperti, criticando la mancanza di trasparenza degli assicuratori. Per evitare la "caccia ai buoni rischi", il GAAM propone la creazione di un pool di rischi speciali a livello nazionale e di rafforzare il controllo del sistema da parte delle autorità cantonali. Gli attuari propongono inoltre che le franchigie siano adeguate ogni anno all'evoluzione del costo delle prestazioni mediche. In futuro, l'intero sistema dell'assicurazione malattia dovrebbe essere gestito da casse cantonali o intercantonali. Esse ricorrerebbero alle casse esistenti - previo un contratto di prestazioni - per incassare i premi e pagare le prestazioni. Le quote sarebbero armonizzate al livello dei singoli cantoni. Le casse esistenti potrebbero proseguire le loro attività nel settore delle assicurazioni complementari. Lo studio può essere consultato su www.artias.ch ATS
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